Purtroppo è già cominciato lo sversamento petrolifero al largo delle coste del Brasile, dopo l'incidente che ha coinvolto un pozzo a circa 1200 metri di profondità.

La dinamica dell'accaduto , anche se non è ancora chiarissima, fa purtroppo tornare alla mente lo spettro della marea nera nel Golfo del Messico quando, nell'aprile del 2010, si verificò il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, utilizzata dalla British Petroleum, il più grave della storia dell'America, che provocò la fuoriuscita di milioni di barili di petrolio nelle acque antistanti la Louisiana, il Mississippi, l'Alabama e la Florida

Anche questa volta l'incidente si è verificato negli abissi marini: da 1200 metri di profondità, probabilmente durante la perforazione di un pozzo sperimentale, è partita una fuoriuscita di petrolio generando una chiazza oleosa che, attualmente, avrebbe già un'estensione di 160 chilometri quadrati e si troverebbe a 120 chilometri dal litorale brasiliano.

La Chevron Brasil Upstream che operava nel campo petrolifero di Frade, a 370 chilometri dalla costa di Rio de Janeiro, ha già annunciato di aver avviato tutte le procedure che dovrebbero portare ad una rapida soluzione dell'emergenza: diciassette imbarcazioni appartenenti alle grandi imprese petrolifere, stanno operando nell'area, cercando di contenere lo sversamento, di raccogliere il greggio e di disperderlo con dei prodotti appositi.

Il pozzo dovrà essere definitivamente chiuso, ci si augura nel minor tempo possibile: prima con del fango «pesante» e, successivamente, con del cemento che lo blocchi per sempre. Il Presidente del Brasile, Dilma Rousseff, avrebbe chiesto l'immediata apertura di indagini per accertare le cause e stabilire le eventuali responsabilità di questo ennesimo incidente che potrebbe costare assai caro alla biodiversità delle acque brasiliane.