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22 Luglio 2021
13:42

Alluvioni catastrofiche in Cina ed Europa: entro il 2100 saranno più frequenti (e vicine a noi)

Mentre l’Oregon viene divorato dal “Bootleg Fire”, in Europa, Cina e in altri Paesi i cambiamenti climatici hanno scatenato devastanti alluvioni che hanno ucciso centinaia di persone. Secondo un nuovo studio dell’Università di Newcastle questi fenomeni saranno molto più frequenti entro la fine del secolo, con l’Italia particolarmente esposta ai rischi.
A cura di Andrea Centini
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L'estate del 2021 sarà probabilmente ricordata come una delle più emblematiche sugli effetti catastrofici del riscaldamento globale, a causa di una serie di fenomeni devastanti che si stanno verificando in diverse aree del pianeta. Tra i più significativi vi è la cupola di calore che si è “adagiata” tra la fine di giugno e l'inizio di luglio sul Nord America, dando vita a un'ondata di calore estrema che ha ucciso centinaia di persone tra Stati Uniti e Canada e cotto vivi oltre un miliardo di animali marini. La siccità prolungata e la vegetazione secca hanno favorito l'innesco di incendi mostruosi come il Bootleg Fire, che nell'Oregon ha già incenerito 1.600 chilometri quadrati di foresta (quanto Roma e Venezia assieme) e oltre 80 case, costringendo migliaia di persone a fuggire. Gli incendi continuano ad autoalimentarsi originando “nuvole sputafuoco” (i pirocumulonembi) che attraverso tempeste di fulmini appiccano nuovi focolai. Se negli USA – e anche in Siberia – i cambiamenti climatici hanno scatenato la furia delle fiamme, in Europa, Cina, India, Nigeria, Nuova Zelanda e altrove si stanno manifestando con alluvioni catastrofiche.

In Germania e Belgio nei giorni scorsi sono state registrate centinaia di morti e dispersi, mentre nella provincia cinese di Henan sono decedute 25 persone, diverse delle quali affogate nelle stazioni della metropolitana. Basti pensare che in tre giorni è caduta tanta pioggia quanta ne verrebbe giù in un intero anno. Le drammatiche immagini delle persone intrappolate nelle auto sommerse dall'acqua, delle case distrutte, dei salvataggi dai gorghi letali nelle strade sono il prezzo da pagare per la nostra incuria verso il pianeta, che “reagisce” alle continue immissioni di gas a effetto serra (soprattutto anidride carbonica) scatenando fenomeni atmosferici sempre più frequenti e intensi a causa delle temperature elevatissime.

La differenza tra clima e meteo è tutta qui: quando tempeste, trombe d'aria e alluvioni – anche violentissime – sono sporadiche può essere benissimo un effetto meteorologico, tuttavia quando tali fenomeni continuano a registrarsi con una frequenza sempre maggiore, allora diventa evidente il ruolo del clima che cambia. Non a caso secondo il più grande studio dedicato all'impatto dei cambiamenti climatici sottolinea stiamo andando incontro a una catastrofe che provocherà “sofferenze indicibili” all'umanità. L'innalzamento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacci farà finire sott'acqua intere metropoli, regioni e isole; la siccità estrema determinerà carestie, perdita della biodiversità e migrazioni di massa verso le aree in cui è ancora possibile sopravvivere, scatenando vere e proprio guerre globali per risorse e territorio; nel frattempo incendi, tornado, ondate di calore mortali, alluvioni e altri fenomeni atmosferici si faranno sempre più numerosi e catastrofici, mentre vettori di virus come le zanzare faranno diffondere malattie mortali anche nelle zone un tempo considerate temperate.

Secondo lo studio “Quasi-Stationary Intense Rainstorms Spread Across Europe Under Climate Change” pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Geophysical Research Letters da scienziati dell'Università di Newcastle, in Europa ci sarà un sostanziale incremento delle alluvioni entro il 2100. La ragione risiede nel fatto che, in base a un sofisticato modello matematico, le cosiddette “tempeste lente” che durano a lungo e scaricano un enorme quantità di pioggia saranno 14 volte più frequenti per la fine del secolo. Le temperature sempre più elevate nell'Artico stanno influenzando i venti nell'alta atmosfera e li rallentano, come avvenuto recentemente con la "corrente a getto". Queste anomalie danno vita alle cupole di calore come quella che ha colpito il Nord America e a causa delle temperature estreme caricano di energia i fenomeni atmosferici, che si sprigionano con violenza sempre maggiore. L'Italia, caratterizzata da un significativo dissesto idrogeologico, rischia di pagare un prezzo carissimo a causa di questo incremento. In Cina l'alluvione ha provocato una falla di 20 metri nella diga di Yihetan e l'esercito è dovuto intervenire con esplosioni controllate per deviare il flusso dell'acqua ed evitare una catastrofe.

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