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28 Giugno 2021
16:23

46 gradi in Canada a causa di una cupola di calore: cos’è e perché dobbiamo preoccuparci

Una impressionante ondata di caldo estremo ha investito il Nord America occidentale, “cristallizzandosi” in una cupola di calore che ha fatto raggiungere temperature estreme soprattutto in Canada. A Lytton, nella Columbia Britannica, sono stati raggiunti i 46,6° C, la temperatura più alta mai toccata nel Paese nordamericano. Ecco cos’è una cupola di calore e perché è così pericolosa.
A cura di Andrea Centini
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Una rappresentazione grafica della cupola di calore. Credit: NOAA
Una rappresentazione grafica della cupola di calore. Credit: NOAA

Durante il fine settimana appena concluso sono state registrate decine di nuovi record di alta temperatura in numerose località del Canada, inoltre è stato raggiunto anche quello di giorno più caldo nella storia del Paese nordamericano, perlomeno da quando viene tenuta traccia della “febbre” del pianeta. Domenica 27 giugno, infatti, nel piccolo villaggio di Lytton della Columbia Britannica, appena 250 anime, la colonnina di mercurio ha raggiunto la temperatura record di 46,6° C, battendo il precedente primato canadese di 45° C, raggiunto il 5 luglio del 1937 in due località del Saskatchewan. Questa temperatura infernale è figlia di un'ondata di calore devastante che sta investendo il Nord America occidentale da diversi giorni. Columbia Britannica, Yukon, Territori del Nord Ovest, Alberta, Saskatchewan in Canada e Oregon e Stato di Washington negli Stati Uniti sono le regioni più colpite, con temperature che vanno dai 35 agli oltre 40° C (10 – 15° C in più della media del periodo) a causa di una vera e propria “cupola di calore” che si è stabilizzata sopra il Nord America settentrionale. Secondo gli esperti di Environment Canada il fenomeno persisterà per tutta la settimana, rappresentando un concreto rischio per la salute pubblica. Ma cos'è una cupola di calore (Heat Dome)?

Cos'è una cupola di calore

A spiegare nel dettaglio cos'è una cupola di calore è l'Amministrazione nazionale per l'osservazione oceanica ed atmosferica (NOAA -National Oceanic and Atmospheric Administration) degli Stati Uniti. Come suggerisce il nome stesso, questo fenomeno è come una sorta di gigantesco coperchio in grado di bloccare l'alta pressione – e le conseguenti alte temperature – su una specifica regione, intrappolando il calore e rendendolo persistente (e pericoloso). A catalizzare il rischio della cupola di calore in Nord America è il fenomeno chiamato “La Nina”, la controparte fredda di El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO) che determina un forte riscaldamento delle acque dell'Oceano Pacifico. Ma come fa un raffreddamento a determinare la cupola di calore? Come specificato dal NOAA, quando si verifica la Nina le acque del Pacifico orientale risultano essere più fresche e quelle del Pacifico occidentale più calde. Questa differenza determina la generazione di venti che spingono aria densa e calda (tropicale) da Ovest verso Est. Questo flusso di aria calda può restare intrappolato all'interno della corrente a getto, una potente corrente d'aria che ruota in senso antiorario sulla Terra, formando così la cupola che si "adagia" sopra le coste occidentali del Nord America. La cupola di calore, in parole semplici, intrappola e cristallizza l'ondata di calore, permettendo alle alte temperature di persistere per diversi giorni. Prima di colpire il Canada il 26 e il 27 giugno, nei giorni precedenti aveva determinato temperature asfissianti negli USA; a Palm Springs, nella Contea di Riverside in California, si sono toccati ad esempio i 50,6° C, mentre a Las Vegas, in Nevada, la temperatura è stata di 45,5° C. “Fa più caldo in alcune aree del Canada occidentale che a Dubai”, ha dichiarato il climatologo David Phillips di Environment Canada, commentando l'eccezionalità dell'evento climatico di questi giorni.

Cosa c'entrano i cambiamenti climatici

Quando si verificano ondate di calore così estreme si punta il dito contro il riscaldamento globale innescato dai cambiamenti climatici, a loro volta spinti dalle emissioni di gas a effetto serra (principalmente anidride carbonica) derivate dalle attività antropiche. In occasione dei 46,6° C di Lytton, gli scettici del cambiamento climatico hanno subito sottolineato che circa 80 anni fa in Canada si era registrata una temperatura non troppo dissimile, dunque ci troveremmo innanzi a un fenomeno del tutto naturale e non figlio delle devastazioni dell'uomo. L'errore che compiono i negazionisti, come del resto faceva lo stesso ex presidente americano Donald Trump, è confondere il meteo con il clima. Come sottolineato dal professor Jason Furtado, docente di meteorologia presso l'Università dell'Oklahoma, il meteo è un po' come l'umore di una persona, variabile in base alla situazione contingente, mentre il clima è la sua personalità, che ovviamente si modifica con molto più tempo ed esperienze. I fenomeni meteorologici sono caratterizzati per essere limitati nel tempo e nello spazio, mentre il clima è legato a processi che durano anni o persino decenni. I cambiamenti climatici, inoltre, hanno la capacità di modificare l'intensità e la frequenza dei fenomeni meteorologici, come spiegato a fanpage dalla climatologa Marina Baldi dell’Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE). Questo discorso vale anche per le ondate di calore e "derivati" come le cupole di caldo. Gli esperti si aspettano che, a causa dell'aumento della temperatura media, nei prossimi decenni avremo a che fare con 20-30 giorni in più all'anno di ondate di calore estremo, associate a un'elevata mortalità a causa dello stress termico cui sottopongono il nostro organismo. Come affermato dai meteorologi canadesi, siamo ancora a giugno e le temperature continueranno a salire nei prossimi giorni e settimane, per questo ci si aspetta che vengano raggiunti nuove massime record nelle aree interessate dalla cupola di calore. Per contrastare il caldo asfissiante stanno andando a ruba ventilatori e climatizzatori in tutti i negozi, che stanno registrando il tutto esaurito. Se non faremo nulla per arginare gli effetti del riscaldamento globale, anche i Paesi affacciati sul Mediterraneo saranno costretti a vivere un numero sempre più significativo di giornate di caldo mortale, accompagnate da siccità, incendi e fenomeni meteorologici – come i tornado – più devastanti e frequenti.

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