In Italia la fase più critica della pandemia è alle spalle, ma come dimostrano i focolai di Mondragone e alla Bartolini di Bologna, il coronavirus SARS-CoV-2 è pronto a rialzare la testa, a innescare una catena di contagi che potrebbe sfociare in nuove zone rosse e persino in potenziali lockdown, qualora la situazione dovesse sfuggire di mano. Il concetto è semplice: l'emergenza non è affatto finita nel nostro Paese, come ricordato anche dal microbiologo di fama internazionale Andrea Cristanti, pertanto è doveroso rispettare le disposizioni del governo e del Ministero della Salute, per evitare il più possibile la diffusione del patogeno emerso in Cina. Distanziamento sociale, uso della mascherina e costante e certosina igiene delle mani sono regole chiare e semplici da seguire nella maggior parte dei contesti, e secondo uno studio condotto da scienziati del Programma per il Clima e la Salute dell'Istituto di Barcellona per la Salute Globale (ISGlobal) sono addirittura sufficienti a evitare la famigerata “seconda ondata” di infezioni. A sottolinearne l'importanza anche la professoressa Kacey Ernst, docente di Epidemiologia e Biostatistica dell'Università dell'Arizona, che assieme alla dottoressa Paulina Columbo ha elencato in un articolo su The Conversation 5 preziosi consigli per proteggere sé stessi e gli altri dalla pandemia. Eccoli di seguito.

Rispettare il distanziamento sociale

Il principale metodo di trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2 è il droplet, le goccioline espulse quando tossiamo, starnutiamo o semplicemente parliamo. Mantenere la distanza di almeno un metro – come prevede la direttiva italiana – è fondamentale proprio per non entrare in contatto diretto con queste goccioline, potenzialmente contaminate. Negli Stati Uniti la raccomandazione e di mantenere una distanza di 6 piedi, circa 1,8 metri, quindi ancora più stringente. Gli incontri è sempre meglio farli all'aperto che al chiuso.

Indossare la mascherina

In Italia indossare la mascherina è obbligatorio all'interno dei locali e all'esterno, quando non è garantito il rispetto del distanziamento sociale. Sono accettate sia le cosiddette “mascherine di comunità” – non veri dispositivi di protezione individuale (DPI) – che le mascherine chirurgiche vere e proprie. Ormai si trovano facilmente anche dal tabaccaio, al costo calmierato di 50 centesimi l'una. La professoressa Ernst e la dottoressa Columbo sottolineano che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda le mascherine chirurgiche per le persone con un'età superiore ai 60 anni, mentre per tutti gli altri vanno bene anche quelle di comunità (con almeno tre strati). Le scienziate ricordano di fare attenzione a non toccare con le mani lo strato esterno della mascherina, dato che si rischia di contaminarle con facilità.

Lavati le mani

L'igiene delle mani rappresenta un vero baluardo nel contrasto alla pandemia di coronavirus. Come sottolineato dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore della Sanità, bastano 40-60 secondi con acqua e sapone o 20-40 secondi con una soluzione idroalcolica per eliminare potenziali tracce del virus. Le due scienziate sottolineano che lavarsi le mani è meglio di utilizzare il disinfettante, perché l'azione meccanica neutralizza ed elimina il patogeno. Ma fuori casa è sempre importante avere con sé una bottiglietta di disinfettante quando; può essere utile per quando si fa la spesa, si passa al bancomat o si fa benzina.

Fatti trovare pronto

I contagi in Italia sono sensibilmente ridotti rispetto ad alcune settimane fa, tuttavia nuovi casi di positività (a centinaia) vengono registrati ogni giorno. Avere un "piano" nel caso in cui ci si dovesse ammalare (o dovesse farlo un nostro famigliare) aiuterebbe senz'altro ad affrontare con più tranquillità le conseguenze della malattia. Le due scienziate suggeriscono di identificare in anticipo persone o servizi che possano aiutare con la consegna di beni essenziali, e di fare un elenco con i contatti di emergenza. Nel caso in cui si vivesse da soli, andrebbe individuato un amico di fiducia o un parente che si assicuri delle nostre condizioni giorno dopo giorno,  qualora ci si dovesse ammalare. Andrebbe tenuto anche un kit di emergenza vicino al letto. Le studiose consigliano inoltre di sanificare costantemente tutte le superficie di casa con le quali si viene spesso a contatto.

Prendersi cura della salute mentale

Poiché le preoccupazioni per il futuro sono molte, è fondamentale prendersi cura della propria salute mentale, che come affermato da diversi esperti, è stata erosa profondamente dalla pandemia e dagli effetti del lockdown. Pertanto le ricercatrici consigliano di fare passeggiate; parlare con gli amici; trascorre del tempo con gli animali domestici; meditare; aiutare e proteggere le persone più bisognose e vulnerabili. Sono tutte cose che fanno bene a noi stessi e agli altri. Le due ricercatrici consigliano infine di seguire attentamente l'andamento dell'epidemia nella propria comunità, sia da fonti ufficiali che da quelle “indipendenti”.