Delfini comuni. Credit: SEA ME
in foto: Delfini comuni. Credit: SEA ME

Al largo della Sardegna, nel cuore del Canyon di Caprera, negli scorsi giorni è stato avvistato un nutrito gruppo di splendidi delfini comuni (Delphinus delphis), cetacei non esattamente semplici da incontrare nei nostri mari, come invece suggerirebbe il nome. Questa specie, infatti, nel Mar Mediterraneo è stata in larga parte “soppiantata” dalla stenella striata (Stenella coeruleolba), il mammifero marino più diffuso del Mare Nostrum, per ragioni che sono ancora al vaglio degli scienziati. Aver dunque avvistato una quarantina di delfini comuni con tanto di cuccioli rappresenta una splendida notizia, sia dal punto di vista della conservazione che da quello squisitamente ambientale ed ecologico. Il Canyon di Caprera – sito a una quarantina di chilometri dalla costa nordorientale sarda – si conferma ancora una volta un paradiso della biodiversità, oltre che uno dei posti migliori in Italia dove poter ammirare i cetacei nel proprio habitat naturale.

I delfini dall'inconfondibile disegno a clessidra sul fianco sono stati avvistati durante un'escursione di whale watching organizzata da WWS – Whale Watching Sardinia – Snorkeling Offshore, un'uscita alla quale hanno partecipato attivamente anche gli scienziati dell'associazione SEA ME Sardinia onlus, per raccogliere dati sul campo. Da una decina di anni l'associazione con sede a La Maddalena conduce un progetto di ricerca sui cetacei del Canyon di Caprera. Mediamente, come sottolineato in un post su Facebook da SEA ME, i delfini comuni vengono avvistati nella zona una volta l'anno. Non c'è da stupirsi della rarità di questi incontri, tenendo presente che per il Mar Mediterraneo sono considerati in pericolo di estinzione nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). A livello globale, fortunatamente, la specie è invece classificata con codice LC (rischio minimo).

A rendere l'incontro ancor più emozionante il comportamento dei cetacei, che portavano sottobordo i propri cuccioli. “Durante l'avvistamento abbiamo potuto ascoltare e registrare le loro vocalizzazioni con l'idrofono ed effettuare la foto-identificazione degli individui, che potranno essere confrontati con quelli già avvistati a partire dal 2013, e già "matchati" con altre organizzazioni come gli amici ricercatori di Oceanomare Delphis Onlus”, ha scritto SEA ME nel post sul social network. Sapere se si tratti di esemplari già noti agli esperti o meno è del resto un'informazione estremamente preziosa nell'ottica della ricerca scientifica. Durante l'uscita sono stati avvistati anche diversi altri splendidi animali marini, tra i quali stenelle striate, tartarughe della specie Caretta caretta e mobule (Mobula mobular).

Ma il mare innanzi alla Sardegna ha regalato un'altra grande sorpresa ai ricercatori di SEA ME. Durante un'altra uscita in mare al largo di Tavolara gli scienziati si sono imbattuti in un gruppo di zifi (Ziphius cavirostris) composto da un maschio e una femmina con piccolo. Era la prima volta che questa specie di cetaceo – poco conosciuta dal grande pubblico ma anche dagli studiosi – veniva avvistata in questa specifica area. “Avvistare gli zifi in queste acque è come vedere una tigre bianca in libertà”, ha dichiarato con entusiasmo SEA ME, denunciando tuttavia la presenza di numerosi rifiuti plastici, comprese mascherine che sempre più numerose stanno finendo nell'ambiente, causando sofferenza agli animali e inquinamento.

Gli zifi appartengono a una famiglia di cetacei a parte (Ziphidae) e non sono né balene né delfini; sono animali che vivono in acque profonde e come specificato da SEA ME sono molto sensibili all'inquinamento acustico. Una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B. ha associato lo spiaggiamento degli zifidi all'uso di sonar militari, in particolar modo ai famigerati sonar attivi a media frequenza (MFA), che stressano a tal punto i cetacei da far modificare loro lo schema di immersione ed esponendoli alla letale malattia da decompressione (ben nota ai subacquei). Alla famiglia degli zifidi appartengono anche gli splendidi iperodonti boreali, 11 dei quali in questi giorni sono stati barbaramente massacrati alle isole Faroe dopo essersi spiaggiati.

Ricordiamo che nel Mar Mediterraneo vivono normalmente otto specie di cetacei: i già citati zifio, stenella striata e delfino comune, cui si aggiungono il grampo (Grampus griseus), il tursiope (Tursiops truncatus), il globicefalo (Globicephala melas), il capodoglio e la balenottera comune (Balaenoptera physalus). Quest'ultima, il secondo animale più grande della Terra dopo la balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), viene avvistata spesso proprio al Canyon di Caprera, come mostrano le bellissime immagini che potete osservare qui sopra.