Credit: ESA
in foto: Credit: ESA

Per portare il primo uomo su Marte e, più in generale, viaggiare nello spazio, l'ibernazione degli astronauti rappresenta un'opzione da tenere seriamente in considerazione per l'Agenzia Spaziale Spaziale Europea (ESA). Anzi, sarebbe persino la soluzione migliore, dato che tutelerebbe la salute dell'equipaggio e farebbe risparmiare una montagna di soldi. Insomma, le iconiche sequenze viste in celebri pellicole di fantascienza come Alien, Avatar, Interstellar, 2001: Odissea nello Spazio e moltissimi altri ancora, nelle quali gli equipaggi delle astronavi vengono messi in “letargo” per affrontare i lunghi viaggi nello spazio profondo, potrebbero diventare presto realtà. Entro una ventina d'anni, secondo quanto emerso dal progetto messo a punto dagli scienziati dell'agenzia spaziale.

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I ricercatori dell'ESA, assieme ai colleghi dell'Università Ludwig Maximilian di Monaco e dell'Università di Goethe a Francoforte, hanno valutato in uno studio ad hoc l'impatto dell'equipaggio in letargo nella pianificazione di una missione verso Marte. Come scenario base hanno preso una ipotetica missione verso il Pianeta Rosso della durata complessiva di 5 anni (tra andata, sosta e ritorno sulla Terra) per un gruppo di sei astronauti. “Abbiamo lavorato per adeguare l'architettura del veicolo spaziale, la sua logistica, la protezione dalle radiazioni, il consumo di energia e la progettazione generale della missione”, ha dichiarato il dottor Robin Biesbroek del Concurrent Design Facility (CDF) dell'ESA, un gruppo di ricerca specializzato nella pianificazione delle missioni spaziali.

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“Abbiamo esaminato il modo in cui una squadra di astronauti poteva essere messa al meglio in letargo, cosa fare in caso di emergenza, come gestire la sicurezza degli uomini e persino quale impatto il letargo avrebbe avuto sulla psicologia della squadra. Alla fine abbiamo creato una bozza dell'habitat all'interno dell'astronave e creato una tabella di marcia per raggiungere un metodo di ibernazione validato per portare gli esseri umani su Marte entro 20 anni”, ha aggiunto l'esperto.

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Innanzitutto, l'ibernazione sarebbe ottenuta somministrando un farmaco in grado di indurre uno stato di torpore. Una volta raggiunto questo stato gli astronauti verrebbero ospitati all'interno di capsule non dissimili da quelle viste nei film, dove le temperature sarebbero abbassate fino a ottenere una riduzione del 75 percento del metabolismo. Un vero e proprio letargo umano, prima del quale l'equipaggio dovrebbe mettere su peso proprio come fanno gli animali prima del riposo invernale. L'ibernazione dovrebbe tutelare gli astronauti dalla perdita di massa muscolare e ossea, caratteristica dei lunghi viaggi spaziali, oltre che dalle pericolose radiazioni cosmiche grazie all'oscuramento dei “gusci” in cui riposano. Questa fase, che durerebbe 6 mesi, sarebbe seguita da una di “risveglio” graduale di 21 giorni, durante la quale avviene il completo recupero delle funzionalità. Progettando la missione in questo modo potrebbe essere ridotta di un terzo la massa dell'astronave, eliminando moduli nei quali normalmente vivrebbero gli astronauti, con enormi benefici in termini di costi. Naturalmente, poiché tutto l'equipaggio “dorme” quasi tutta la missione dovrebbe essere automatizzata grazie a un'intelligenza artificiale evoluta, in grado di gestire anche le situazioni di emergenza ed eseguire riparazioni. Se non è fantascienza poco ci manca, ma all'ESA pensano che questo potrebbe essere il futuro dell'esplorazione spaziale. Nel frattempo il visionario Elon Musk è convinto che porterà i primi uomini sul Pianeta Rosso già entro il 2024, l'anno in cui la NASA porterà la prima donna sulla Luna in seno alla missione Artemis.