Con oltre 45.000 contagiati, di cui 1.115 morti, la diffusione del nuovo Coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV) si è allargata ulteriormente ed è stata definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come un'emergenza sanitaria internazionale. Anche il governo Italiano ha decretato lo stato di emergenza per sei mesi. Per contrastare il Coronavirus e la patologia da esso provocata, chiamata Covid-19, la Cina sta attuando misure di sicurezza senza precedenti. Anche in Italia la paura da Coronavirus è ormai molto forte, ma grazie agli ingegneri informatici del Center for Systems Science and Engineering dell'Università di Hopkins è possibile accedere ad una mappa che in tempo reale mostra la diffusione dell'infezione nel mondo.

Durante una conferenza stampa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato il nome ufficiale della patologia provocata dal nuovo coronavirus emerso in Cina: Covid-19. Il patogeno è inoltre stato definito il "nemico pubblico numero uno".

Ma cos'è un Coronavirus ed in che senso quello emerso a Whuan è diverso da quelli attualmente conosciuti? Per fare il punto della situazione e capire cosa sta succedendo è necessario procedere per gradi, in modo da non tralasciare alcun particolare ed evitare di fare confusione.

I sintomi del coronavirus 2019-nCoV

I sintomi iniziali del cosiddetto virus cinese, il Coronavirus 2019-nCoV, sono molto simili a quelli influenzali. I principali sono:

  • Febbre;
  • tosse;
  • difficoltà respiratorie;
  • dolori musoclari;
  • confusione;
  • mal di testa;
  • malessere generale.

Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Numerosi Coronavirus conosciuti che circolano negli animali non hanno infettato ancora gli esseri umani, ma così come il SARS-CoV (che è stato trasmesso dagli zibetti agli uomini) e il MERS-CoV (che è stato trasmesso dai dromedari agli uomini), il 2019-nCoV può essere trasmesso agli esseri umani ed ha un periodo di incubazione di circa 10-14 giorni nei quali, nonostante l'infezione, i portatori del virus sono da considerarsi come pazienti asintomatici.

La trasmissione del virus da animale a uomo e tra uomo e uomo

Il Professor Pregliasco, virologo presso il Dipartimento Scienze biometriche per la salute dell'Università degli Studi di Milano, Vice Presidente Nazionale dell’A.N.P.A.S. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e Direttore Sanitario della Casa di Cura Ambrosiana SRL di Cesano Boscone, in una recente intervista ha confermato il che il Coronavirus 2019-nCoV è trasmissibile da uomo ad uomo, e sembra che il contagio possa avvenire addirittura durante il periodo di incubazione, quindi in totale assenza di sintomi.

Non è ancora stato identificato il cosiddetto "serbatoio" del virus cinese, ossia dove sia avvenuto il primo contagio, alcuni studiosi cinesi hanno parlato di serpenti, ma altri hanno smentito questa ipotesi sottolineando la necessità che serva un mammifero per trasferire questa tipologia di Coronavirus. Il primo contagio pare sia avvenuto nel mercato di animali vivi di Wuhan, ed è estremamente importante ricordare che si può rimanere infetti con questo virus anche mangiando del cibo crudo.

Sin dall'inizio dell'epidemia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e numerosi istituti di ricerca di tutto il mondo hanno diffuso le stime del cosiddetto R0 dell'infezione: si tratta del cosiddetto "numero di riproduzione di base", ossia un fattore che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, ma è un valore che se non correttamente interpretato può scatenare allarmismo tra chi lo legge senza informarsi adeguatamente. È proprio questo ciò che è accaduto con il Coronavirus cinese: i post con commenti preoccupati legati ai valori dell'R0 sono infatti stati condivisi sui social innumerevoli volte, in realtà però è stato più volte spiegato perché non ci sia molto di allarmante circa il 2019-nCov.

Il nome del Coronavirus: Covid-19

L'infezione scatenata dal nuovo coronavirus emerso in Cina ha un nome ufficiale: Covid-19. Lo ha annunciato il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus durante una conferenza stampa tenutasi a Ginevra. Il nome della patologia, ha spiegato il biologo e politico etiope a capo dell'OMS dal 1° luglio del 2017, è stato scelto per la facilità di pronuncia e per avere un format idoneo a identificare qualunque nuova infezione da coronavirus (e non) emergente in grado di colpire l'essere umano. Il nuovo nome sostituisce la denominazione provvisoria 2019-nCoV, che sta a significare “2019 novel coronavirus” (ovvero nuovo coronavirus) e si riferisce al solo patogeno.

Che cos'è un Coronavirus

A dare una definizione semplice e chiara di Coronavirus ci pensa il Ministero della Salute che, in un articolo dedicato proprio all'infezione da Coronavirus 2019-nCoV, risponde ad alcune delle domande più comuni circa la nuova, preoccupante, epidemia.

I Coronavirus sono una famiglia di virus a RNA piuttosto noti, che causano un'ampia gamma di malattie: dal comune raffreddore alla più grave sindrome respiratoria mediorientale (MERS), il Coronavirus ha molti ceppi piuttosto conosciuti.

Un nuovo Coronavirus, conosciuto con l'acronimo di CoV, è un nuovo ceppo di Coronavirus che non è mai stato precedentemente identificato nell'uomo. Ed è proprio questo il caso del 2019-nCoV emerso nella città di Wuhan, nella provincia di cinese di Hubei, e segnalato per la prima volta all'OMS il 31 dicembre del 2019 dalla Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan.

Dopo 9 giorni dalla prima segnalazione, il Centro per il controllo delle malattie cinese ha riferito che è stato segnalato un nuovo Coronavirus (chiamato proprio 2019-nCoV) come agente causale, il cui contagio avveniva nella maggior parte dei casi al mercato di Huanan Seafoot, nel sud della Cina: è uno dei più importanti mercati all'ingrosso di animali vivi e frutti di mare di tutta la regione.

Coronavirus cos'è dove e nato differenze contagio
in foto: La situazione della diffusione del 2019–nCoV al 28 gennaio 2019

A poco più di venti giorni dalla sua scoperta, sono stati confermati casi di contagio in Cina e in altri Paesi del mondo, tra i quali si sono verificati anche dei decessi: la situazione attuale della diffusione dell'epidemia è pubblicata con aggiornamenti costanti sul sito dell'OMS, nella sezione Situation Report.

La morfologia ultrastrutturale del nuovo coronavirus Credit: Centers for Disease Control and Prevention (CDC) in Atlanta, Georgia, U.S. January 29, 2020. Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM/CDC/Handout
in foto: La morfologia ultrastrutturale del nuovo coronavirus Credit: Centers for Disease Control and Prevention (CDC) in Atlanta, Georgia, U.S. January 29, 2020. Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM/CDC/Handout

Negli ultimi giorni è stata realizzata una spettacolare immagine nella quale è possibile vedere il preciso aspetto del virus cinese e che mette in evidenza la cosiddetta morfologia ultrastrutturale del 2019-nCoV: il diametro di questi virus ad RNA circolari si attesta attorno ai 100 nanometri.

Gli altri Coronavirus: SARS, MERS, influenza suina

In un certo senso, la storia si ripete e quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sembra essere un copione già visto: il ceppo 2019-nCoV in effetti, ha molte analogie con altri due Coronavirus già entrati nei libri di storia, il Mers-CoV (che causava la cosiddetta sindrome respiratoria mediorientale) e il Sars-Cov (associato alla sindrome acuta respiratoria severa), con i quali il virus cinese ha circa l'80-90% del patrimonio genetico identico. Ma anche con un'altra pandemia virale, associata al virus H1N1 e ribattezzata come influenza suina.

In ognuno di questi casi, i fattori da considerare sono molti, e già nel 2006 il nostro Ministero della Salute aveva diffuso un documento molto dettagliato nel quale veniva spiegato come preparare il Paese ad una pandemia virale. Il protocollo è ormai più che consolidato e prevede prima di tutto l'identificazione dei casi, seguita da una serie di misure per ridurre i contagi e la creazione di nuove procedure nate con lo scopo di ridurne la diffusione e garantire il funzionamento dei servizi sanitari essenziali.

Virus cinese: test e diagnosi

Come già anticipato, i Coronavirus umani possono causare malattie del tratto respiratorio inferiore, come polmonite e bronchite. Possibilità reali, più probabili in soggetti con sistema immunitario indebolito, nei neonati o negli anziani. Così come per gli altri Coronavirus, il 2019-nCoV può essere diagnosticato effettuando un test di laboratorio su campioni respiratori e/o siero, soprattutto in caso di malattia grave. Ma data la poca specificità dei sintomi comuni da Coronavirus è importante, nel caso si verifichino, informare il proprio medico soprattutto se si è fatto recentemente viaggi o si è stati in contatto con animali.

Il consiglio, qualora si fosse da poco tornati dalla Cina e si avessero tutti i sintomi tipici del nuovo Coronavirus, è quello di non andare al pronto soccorso ma contattare il 118: l'unica arma attualmente utile è quella della gestione ed evitare il contagio non andare in luoghi pubblici o molto affilati è di primaria importanza. Il Ministero della salute ha inoltre attivato il numero verde 1500 con il quale, 24 ore su 24, saranno disponibili esperti.

Se hai comprato qualcosa dalla Cina, devi preoccuparti?

In realtà no, nonostante in molti si stiano facendo questa domanda sia per quanto riguarda gli store online che per quanto riguarda i negozi fisici cinesi, tra i primi a tranquillizzare tutti vi è stato Christian Lindmeier, portavoce dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che in una conferenza stampa tenutasi a Ginevra, infatti, Lindmeier ha assicurato che ricevere pacchi dalla Cina non comporta alcun rischio di contagio, perché il virus analogamente ad altri non sopravvive a lungo sulle superfici.

Possibili cure e vaccino per il Coronavirus

Attualmente, una cura per il Coronavirus 2019-nCoV non esiste, ma pare che farmaci antiretrovirali progettati contro l'HIV abbiano fatto guarire un paziente. Secondo il professor Pregliasco la realizzazione di un vaccino contro il virus cinese è possibile, ma potrebbe richiedere molto tempo. Alcuni suoi colleghi ottimisti parlano di una settimana, un mese, ma come specificato dal virologo dell'Università degli Studi di Milano si tratta dello sviluppo del prototipo; a causa dei necessari test di sicurezza, industrializzazione e burocrazia i tempi sono destinati inevitabilmente ad allungarsi. Per quanto concerne una possibile cura, è stato dimostrato che farmaci antiretrovirali per combattere l'HIV possono risultare efficaci nel trattare il nuovo coronavirus. Per questo la National Health Commission cinese ha deciso di renderli un “trattamento raccomandato”.

"È chiaro che qui ci sarebbe un fast track perché sussiste l'utilità" – ha spiegato Pregliasco – "Per ebola c'è stata una velocizzazione perché la malattia è mortale e tu dici “ci provo”, e così lo usi, ma per una ‘influenzona' pesante è un discorso diverso, non ci puoi stare dentro rispetto ai possibili effetti collaterali".

È degli ultimi giorni la notizia che il virus cinese sia stato fatto crescere per la prima volta in una coltura al di fuori della Cina. È avvenuto presso l'autorevole Peter Doherty Institute for Infection and Immunity (Doherty Institute) dell'Università di Melbourne, in Australia, a partire da un campione prelevato dal primo paziente risultato positivo al patogeno nella “terra dei canguri”.  È un traguardo importantissimo (motivo per il quale un laboratorio francese è a lavoro su una procedura molto simile) perché è anche grazie alla coltivazione del virus  Per gli scienziati si tratta di un importantissimo traguardo, poiché grazie alla coltivazione del virus che sarà possibile mettere a punto nuovi ed accurati test per la diagnosi e  studiarne il comportamento e caratteristiche fondamentali per lo sviluppo di un vaccino.

Perché importante isolare il coronavirus

I ricercatori italiani del Laboratorio di Virologia dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani (INMI) sono riusciti a isolare il nuovo coronavirus a poco meno di due giorni dalla diagnosi dei due pazienti cinesi ricoverati a Roma. È un risultato importantissimo con il quale si potranno aumentare le “armi” in mano agli scienziati per mettere a punto test diagnostici, possibili trattamenti terapeutici e un vaccino, oltre che naturalmente a migliorare la conoscenza sul 2019-nCoV/Italy-INMI1.

Disporre del virus in colture di laboratorio è uno dei passi fondamentali per poter lavorare su una cura o un viaggino perché, oltre a permettere di capire come si comporta nelle cellule umane (dove si replica) e si trasmette, garantisce anche una base per sperimentare molecole in grado di contrastarlo.

La prevenzione dal Coronavirus

L'utilizzo di mascherine in luoghi pubblici o affollati potrebbe essere una buona abitudine per evitare di entrare in contatto con il virus cinese. I consigli degli esperti però, vanno ben oltre questa prassi e puntano tutto sull'igiene delle mani e su alcune metodologie per gestire gli starnuti: la prima cosa da fare per evitare il contagio di un qualsiasi virus è lavarsi costantemente le mani, più e più volte al giorno. Per quanto riguarda gli starnuti invece, i più esperti virologi consigliano di non starnutire sulle mani o su un fazzoletto, ma di farlo sul braccio all'altezza del gomito: è questa la zona che entra meno in contatto con altre cose o persone, e iniziare a prendere questa abitudine potrebbe portare a giovamenti generici anche contro la diffusione di altri virus o malattie.

L'uso delle mascherine però non è essenziale, se non in paesi in cui ci sono focolai. A sottolineare questo particolare è il Professor Pregliasco, che sottolinea: "In Italia, ad oggi, non ha senso. Noi non la usiamo, mentre i cinesi la indossano anche per la comune influenza. È un loro stile, al di là della paura che c'è adesso e l'utilità in quel contesto. Gli amici orientali mi dicono che la usano anche come rassicurazione verso gli altri, cioè il malato che non vuole infettare gli altri".

Il sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, mette a disposizione di tutti i cittadini un elenco ben preciso di consigli nati proprio con lo scopo di migliorare la prevenzione ed evitare i possibili contagi.