Il cosiddetto “doubleheader weekend” annunciato su Twitter da Elon Musk, ovvero il lancio di due razzi Falcon 9 nel giro di un paio di giorni, è stato un nuovo, folgorante successo per SpaceX, che ha messo in cascina l'ennesimo record per un'agenzia aerospaziale privata. Nessuno, al di là degli enti governativi, aveva infatti mandato in orbita da basi distinte due razzi lanciatori in un lasso di tempo così breve. Come atteso, i primi stadi dei Falcon 9 – dei quali uno era usato – sono regolarmente tornati sulla Terra. Tutto, dunque, procede secondo i lungimiranti piani del magnate sudafricano (naturalizzato americano) Musk, che passo dopo passo sta abbattendo i costi esorbitanti delle affascinanti missioni spaziali. L'obiettivo dichiarato è quello di mettere la firma alla (ri)conquista della Luna e su quella di Marte.

Il primo dei due Falcon 9 ha effettuato il ‘lift off' alle 15:10 di venerdì 23 giugno dal pad 39A del Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida), e ha portato in orbita geostazionaria il satellite per telecomunicazioni BulgariaSat-1. Il satellite trasmetterà programmi televisivi per i Paesi dell'Europa dell'Est e per i Balcani. Al di là del lancio ritardato di un'ora, tutte le varie fasi di separazione e i tempi sono stati rigorosamente rispettati. Il momento clou per chi ha assistito in diretta all'intera operazione è stato il recupero del primo stadio, che è atterrato sulla chiatta-drone ‘Of Course I Still Love You' nell'Atlantico, a circa 700 chilometri da Cape Canaveral. Per questo lancio è stato utilizzato un primo stadio usato, che ha dimostrato per la seconda volta l'affidabilità della tecnologia SpaceX.

Il Falcon 9 della seconda missione, avviata 49 ore dopo la prima, è stato invece lanciato alle 16:25 dalla rampa SLC-4E (Space Launch Complex 4E) della Vandenberg Air Force Base in California, che è sita praticamente dalla parte opposta degli Stati Uniti rispetto a Cape Canaveral. A causa della forte nebbia è stato impossibile assistere al decollo del razzo in diretta, tuttavia anche in questo caso tempi e fasi sono stati pienamente rispettati. Con questa missione SpaceX ha portato in orbita altri 10 satelliti Iridium NEXT per connessione dati e audio , il cui totale salirà a ben 75. La missione, durata un'ora in tutto, si è conclusa con l'atterraggio del primo stadio sulla piattaforma oceanica “Just Read the Instructions”. Tra gli aspetti più interessanti del lancio, la presenza delle nuove quattro “grid fin” ai lati del Falcon 9, alette in titanio (molto più resistenti dell'alluminio) che permettono una certa manovrabilità del razzo in fase di atterraggio.

[Credit SpaceX]