879 giorni nello spazio, più di chiunque altro: è il nuovo "uomo delle stelle" e, soprattutto, dei record.

Il cosmonauta Gennady Padalka, classe 1958, ha imparato ormai a conoscere molto bene il panorama che si ammira dalla Stazione Spaziale Internazionale e soltanto dopo essere già stato ospite, tra il 1998 e il 1999, della stazione spaziale russa Mir: già all'epoca aveva iniziato bene, trascorrendo oltre 198 giorni nello spazio.

Nell'aprile del 2004 il secondo lancio, dal cosmodromo di Baikonur, direzione ISS con la missione Sojuz TMA-4, al comando dell'equipaggio Expedition 9: altri sei mesi tra le stelle, con tanto di missioni extra-veicolari. Quattro passeggiate nello spazio, per un totale di oltre 15 ore, assieme all'ingegnere di volo statunitense Michael Fincke. Seguono ulteriori missioni nel 2009, come comandante di Expedition 19 e 20, e nel 2012, in cui è ingegnere di volo della Expedition 31 prima di prendere il comando della Expedition 32.

Poi, il pilota dell'aviazione russa e astronauta della Roscosmos, parte il 27 marzo del 2015 come comandante di Expedition 43 e 44. Il 12 settembre rientra con una capsula russa che atterra nella steppa kazaka, assieme ai colleghi Andreas Mogensen e Aidyn Aimbetov, a bordo della ISS da appena una decina di giorni.

Un rientro più lieto degli altri per Padalka
in foto: Un rientro più lieto degli altri per Padalka

Gennady Padalka stabilisce così il record assoluto di permanenza nello spazio per un essere umano, battendo quello precedentemente detenuto da un altro cosmonauta russo, Sergej Krikalëv, che con i suoi sei voli spaziali aveva accumulato oltre 803 giorni tra le stelle, tra Mir e Stazione Spaziale Internazionale. Il suo corpo, adesso, sarà un "osservato speciale" per gli scienziati che si occupano di studiare gli effetti dell'assenza di gravità sull'organismo umano: anche perché Padalka è stato uno dei primi a mangiare la lattuga coltivata nella ISS.