È sufficiente un singolo ‘viaggio psichedelico' per modificare alcuni tratti della personalità di una persona per settimane, mesi o addirittura anni, con potenziali effetti terapeutici. Lo ha determinato un team di studiosi del Centro internazionale per l'Educazione Etnobotanica, Ricerca e Servizi (ICEERS) di Barcellona e del Dipartimento di Neuroscienze e Comportamento presso l'Università di San Paolo (Brasile). I ricercatori, coordinati dal professor José Carlos Bouso, psicologo clinico e docente di farmacologia, sono giunti a questa conclusione dopo aver condotto una meta-analisi su studi che hanno scandagliato l'impatto delle sostanze psichedeliche su volontari in esperimenti controllati.

Dei 369 studi presi in esame da Bouso e colleghi ne sono stati scelti 18: sette sull'ayahuasca, una bevanda allucinogena di tradizione sciamanica assurta a ‘droga spirituale' di tendenza; cinque sui cosiddetti ‘funghi magici'; quattro sull'LSD (dietilamide dell'acido lisergico) e due di ordine generale sugli effetti delle sostanze psichedeliche. Dall'analisi statistica dei dati, tutti raccolti tra il 1985 e il 2016, è emerso che queste droghe sarebbero in grado di aumentare i livelli di “apertura mentale” di una persona, quella caratteristica della personalità strettamente connessa alla creatività, all'esplorazione di nuove idee e alla curiosità intellettuale. In determinati contesti clinici ciò potrebbe produrre dei benefici.

Secondo il team di ricerca autore dell'indagine questi effetti sarebbero legati all'azione della serotonina e ai suoi recettori 5-HT, stimolati proprio dalle sostanze psichedeliche. Le tre principali molecole ad azione serotoninergica, cioè LSD, psilocibina e mescalina, oltre ad alterare umore e percezione sensoriale, potrebbero dunque avere un impatto a medio/lungo termine sulla personalità. “Questi cambiamenti sembrano indurre effetti terapeutici che dovrebbero essere ulteriormente esplorati in studi randomizzati controllati”, si legge nell'abstract dello studio scientifico “Serotonergic psychedelics and personality: A systematic review of contemporary research” pubblicato sulla rivista specializzata Neuroscience & Biobehavioral Reviews.

“Questo tipo di ricerca può offrire nuove prove alla discussione sul fatto che la personalità sia o meno un tratto psicologico costante e stabile”, hanno sottolineato gli studiosi, suggerendo un interessante spunto per future indagini. Naturalmente c'è da tener presente che le persone disposte ad assumere simili sostanze hanno (probabilmente) già per conto loro una mentalità più “aperta” alla sperimentazione, inoltre tutti gli studi analizzati avevano un numero di partecipanti molto piccolo. Vanno poi considerati i rischi che queste droghe (illegali) possono comportare alla salute delle persone, molti dei quali ancora poco chiari. Recentemente un team di ricerca del Center for Brain and Cognition presso l'Università Pompeu Fabra di Barcellona ha dimostrato che l'LSD spinge il cervello ad ‘armonizzare' aree che normalmente non lavorerebbero insieme, innescando una riorganizzazione dell'attività cerebrale che potrebbe avere benefici per diverse patologie mentali.