Ayahuasca

Pur essendo illegale in diversi paesi occidentali come Francia, Stati Uniti, Inghilterra e Italia, dove in particolare lo è il composto dimetiltriptamina (DMT) di uno dei suoi ingredienti, l'ayahuasca è una bevanda allucinogena di tradizione sciamanica che è assurta a vera e propria ‘droga spirituale' di tendenza, in particolar modo far i vip di Hollywood, che oltre a non nasconderne l'utilizzo talvolta ne hanno fatto una vera ossessione. Scopriamo cos'è, come agisce sul cervello e quali sono i rischi per chi decide di consumarla.

Cos'è l'ayahuasca

Più facile da scrivere che da pronunciare, il termine ayahuasca si riferisce a una sorta di decotto ottenuto da alcune piante – principalmente la liana di Ayahuasca (Banisteriopsis Caapi) e la foglia di chakruna (Psychotria viridis) – utilizzato da migliaia di anni nei riti sciamanici sudamericani, in particolare nei paesi che abbracciano la Foresta Amazzonica e quelli attraversati dalla cordigliera delle Ande. Il nome deriva dalla fusione di due termini in lingua Quechua: Aya, ovvero anima o spirito, e Huasca, liana, riferito a uno degli ingredienti principali dell'infuso. Un tempo confinata nei soli paesi d'origine, negli ultimi decenni, grazie alla diffusione del culto del Santo Daime, una religione sincretica fondata in Brasile circa un secolo fa da Raimundo Irineu Serra, l'ayahuasca ha preso piede anche in occidente, dove tuttavia viene equiparata a una vera e propria droga con effetti allucinogeni. Non a caso, in diversi paesi è del tutto illegale.

Gli effetti della droga

Sebbene in alcuni paesi sudamericani, per questioni di reperibilità, la chakruna possa essere sostituita da un'altra pianta, i due ingredienti caratteristici dell'ayahuasca sono Psychotria viridis e Banisteriopsis Caapi, la cui azione sinergica rende particolarmente potenti gli effetti allucinogeni della bevanda. Le foglie di chakruna contengono dimetiltriptamina (DMT), una sostanza – classificata in Italia come stupefacente e psicotropo nella tabella I – che ha effetti psichedelici assimilabili a quelli dell'LSD ed altre sostanze affini, mentre la liana è ricca di alcaloidi armalinici, che oltre a una serie di effetti analoghi a quelli di una sbronza, hanno la capacità di inibire temporalmente gli enzimi che degraderebbero rapidamente gli effetti della dimetiltriptamina. In poche parole, favoriscono il protrarsi delle allucinazioni che possono durare anche tre ore. Curiosamente la DMT è una sostanza prodotta anche nel cervello umano, e più specificatamente nella ghiandola pineale, soprattutto durante la fase REM del sonno. Sia la liana che le foglie di chakruna vengono battute e poi bollite per alcune ore prima di essere servite.

Una droga ‘spirituale' e di moda

Come specificato, a partire dagli anni '90 l'ayahuasca si è diffusa rapidamente in occidente, anche grazie all'eco mediatica prodotta da alcune star di Hollywood e del mondo della musica e della moda, che hanno dichiarato apertamente di farne uso principalmente per i suoi “benefici spirituali”. Tra essi Jim Carrey, Sting, Lindsay Lohan, Tori Amos, Courtney Love e molti altri ancora, trasformando l'ayahuasca  in una vera e propria droga di tendenza in città dalla intensa vita notturna come New York e San Francisco. Si stima che nella sola Manhattan si tengano ogni notte un centinaio di cerimonie clandestine a base di ayahuasca, che scimmiottano quelle amazzoniche dove lo sciamano serve la bevanda agli adepti, disposti in circolo e in attesa del proprio turno.

Perché è pericolosa

Come qualunque altra sostanza stupefacente con proprietà psicotrope e psichedeliche, l'ayahuasca nasconde diverse insidie e sono diversi i casi di decessi segnalati sia in seno alle cerimonie rituali ma anche di turisti in vacanza in Sud America. Al di là del vomito e della diarrea, scatenati dalle proprietà fortemente lassative e purgative, tra gli effetti collaterali più importanti sono indicati eventi psicotici che possono sfociare in depressione, schizofrenia, istinti suicidi, manie di persecuzione e raptus omicidi. Tra i decessi si ricorda quello di un ragazzo italiano che, dopo aver ingerito la bevanda, in preda alle allucinazioni e credendo di saper volare, si è lanciato da un palazzo. In Brasile, dove la sostanza è legale, viene comunque utilizzata anche come supporto per contrastare la depressione, l'autismo, la schizofrenia e i problemi di dipendenza da droghe e alcool. Sugli eventuali effetti positivi della sostanza sono a lavoro diversi team di ricerca internazionali, che ne stanno vagliando le potenzialità contro morbo di Parkinson e Cancro.

[Foto di Sascha Grabow]