Geminidi. Credit: NASA/MSFC Meteoroid Environment Office
in foto: Geminidi. Credit: NASA/MSFC Meteoroid Environment Office

Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 dicembre è atteso il picco massimo delle Geminidi o Gemellidi, uno degli sciami meteorici più intensi e spettacolari dell'intero anno. Basti pensare che la frequenza delle scie luminose può rivaleggiare con quella delle Perseidi, le famose “Lacrime di San Lorenzo” di agosto. Lo ZHR (Zenithal Hourly Rate – Tasso orario zenitale), cioè il numero di meteore previste per ogni ora, può infatti arrivare a superare un valore di cento. Nonostante le ottime premesse, lo spettacolo del 2019 sarà purtroppo fortemente disturbato dalla Luna, che ha appena superato la fase di plenilunio, la cosiddetta Luna Piena Fredda che si è mostrata alle 06:12 del mattino di giovedì 12. L'eccessiva luminosità (riflessa) del satellite della Terra cancellerà dal firmamento buona parte delle Geminidi meno intense, anche se qualche bella “fiammata” dovrebbe riuscire comunque a manifestarsi.

Il radiante delle Geminidi/Gemellidi. Credit: Stellarium
in foto: Il radiante delle Geminidi/Gemellidi. Credit: Stellarium

Il momento migliore per osservare il cielo sarà nel cuore delle ore notturne, come suggerito dall'Unione Astrofili Italiani (UAI). Per cercare il punto della volta celeste da dove sembrano originare le stelle cadenti – il radiante – bisognerà puntare lo sguardo proprio in direzione della Luna, che alle 02:00 del mattino si troverà a Sud, incastonata nella costellazione dei Gemelli. Come sempre, infatti, il nome degli sciami meteorici è legato alla costellazione in cui si trova il suddetto radiante. Esso è spostato di alcuni gradi in alto a sinistra rispetto al satellite della Terra, nei pressi delle due stelle Castore e Polluce. L'estrema vicinanza del radiante alla Luna calante quasi piena non farà che peggiorare le condizioni di osservabilità. Naturalmente bisognerà tenere sott'occhio l'intera area del cielo meridionale, dato che è il radiante è un punto apparente e le scie luminose potrebbero originarsi anche un po' più distanti; dipenderà dal punto in cui i detriti da cui originano le meteore impatteranno con l'atmosfera terrestre. Le fiammate più intense, magari veri e propri bolidi, potrebbero inoltre solcare buona parte del cielo, dunque non è detto che il disturbo della Luna rovinerà del tutto lo spettacolo.

Curiosamente le Geminidi non sono originate dai frammenti di una cometa, bensì da quelli di un asteroide, 3200 Phaethon (Fetonte), un cosiddetto NEO (Near Earth Object) con un diametro di circa 5 chilometri. È classificato dalla NASA tra gli oggetti potenzialmente pericolosi (PHA) a causa delle dimensioni e della vicinanza all'orbita terrestre, anche se al momento non desta particolari preoccupazioni di impatto. È stato scoperto solamente nel 1983, dall'analisi delle immagini catturate dal satellite Infrared Astronomical Satellite (IRAS). Si tratta del primo asteroide identificato grazie a un veicolo spaziale. A causa della sua peculiare orbita, 3200 Phaethon potrebbe essere il nucleo di una cometa ormai estinta.