Nel profondo oceano di Encelado, uno dei più interessanti satelliti naturali di Saturno, è sempre più probabile che vi siano microorganismi extraterrestri, la vita aliena cui diamo la ‘caccia' da decenni. L'ultimo indizio a favore di questa affascinante ipotesi, caldeggiata a più riprese da scienziati di tutto il mondo, è il risultato di una simulazione condotta da un team di ricerca del Dipartimento di Ecogenomica e Biologia dei sistemi presso l'Università di Vienna (Austria). Gli studiosi, coordinati dai professori Christa Schleper e Simon Rittmann, hanno in pratica dimostrato che una parte del metano presente nei geyser che emergono dalla luna può essere prodotta proprio da batteri metanogeni.

La ricerca austriaca si basa sui dati raccolti dalla sonda Cassini durante i suoi spettacolari sorvoli su Encelado, in particolar modo quello del 28 ottobre 2015, quando l'orbiter, fatto bruciare nell'atmosfera di Saturno proprio per evitare la contaminazione delle lune, transitò ad appena 49 chilometri di altezza dalla sua superficie. I sensori raccolsero preziosissime informazioni sul contenuto degli immensi geyser, che vennero divulgate in occasione di un'appassionata conferenza stampa della NASA tenutasi il 13 aprile del 2017. Si sottolineò la presenza di idrogeno molecolare, ammoniaca, metano e anidride carbonica, composti associati all'intensa attività idrotermale nel profondo e caldo oceano del satellite. Erano tutti indizi favorevoli all'esistenza della vita.

Rappresentazione artistica della superficie di Encelado, con un caratteristico geyser
in foto: Rappresentazione artistica della superficie di Encelado, con un caratteristico geyser

Ora il team di Schleper e Rittmann ha dimostrato che quel metano può essere generato da batteri metanogeni, cioè che producono metano. Nello specifico, le concentrazioni rilevate dalle simulazioni sono compatibili con quelle dell'archeofilo Methanothermococcus okinawensis, un microorganismo che sopravvive nelle profonde bocche idrotermali degli abissi dell'Oceano Pacifico occidentale. Secondo gli studiosi austriaci, dunque, su Encelado sarebbero presenti batteri molto simili a quelli che vivono negli ambienti più inospitali e inaccessibili del nostro pianeta.

Una dimostrazione della manovra di Cassini su Encelado
in foto: Una dimostrazione della manovra di Cassini su Encelado

È difficile immaginare creature diverse da organismi microscopici nell'oceano della luna del ‘Signore degli Anelli', considerando che la sua superficie è coperta da una crosta di ghiaccio spessa anche 20 chilometri, tuttavia fin quando non lo esploreremo non sapremo mai cosa esattamente può sopravvivere al suo interno. I dettagli della ricerca austriaca, che avvicina sempre di più la scoperta della vita aliena, sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications.

[Credit: NASA]