12 Settembre 2017
15:43

Cassini saluta Titano con un ultimo ‘bacio d’addio’ prima di schiantarsi su Saturno

Con un sorvolo a 120mila chilometri di altezza la sonda Cassini ha ‘salutato’ per un’ultima volta Titano, il più grande satellite di Saturno, che in oltre dieci anni ha visitato quasi 130 volte.
A cura di Andrea Centini

La sonda Cassini ha dato il ‘bacio d'addio' a Titano, il satellite naturale più grande di Saturno che ha visitato con costanza per oltre dieci anni. La sonda della NASA, infatti, ha sfruttato la spinta gravitazionale del satellite – che ha sorvolato a un'altezza di circa 120mila chilometri – per impostare la sua ultima traiettoria del cosiddetto ‘Gran Finale', quella che il 15 settembre la porterà dritta nel cuore dell'atmosfera di Saturno, dove brucerà come un'affascinante meteora.

“Cassini ha una relazione di lunga durata con Titano, con un nuovo appuntamento quasi ogni mese per più di un decennio”, ha sottolineato il dottor Earl Maize della NASA, Project Manager della missione presso il Jet Propulsion Laboratory. “Questo incontro finale – ha aggiunto il ricercatore – è una specie di addio agrodolce, ma come ha fatto per tutta la missione, la gravità di Titano porterà ancora una volta Cassini dove vogliamo che vada”.

Lanciata nello spazio il 15 ottobre del 1997 a bordo di un razzo vettore Titan IV dal John F. Kennedy Space Center, Florida, Cassini è giunta nell'orbita di Saturno – a un miliardo di chilometri di distanza dalla Terra – il primo luglio 2004, e da allora ha incontrato Titano 127 volte, compiendo sorvoli (flyby) molto ravvicinati e altri un po' più a distanza, come quest'ultimo, necessario per impostare la traiettoria fatale. Nonostante l'altezza considerevole, Cassini ha puntato contro Titano la sua fotocamera, e nelle prossime ore arriveranno sulla Terra gli ultimi scatti della grande luna di Saturno.

Gli scienziati della NASA avrebbero potuto far avvicinare la sonda molto di più, o addirittura farle concludere la sua ventennale avventura proprio sulla superficie di Titano, tuttavia, poiché pensano che su questo satellite e negli oceani di Encelado possa esserci vita, hanno preferito tutelarne l'ipotetica purezza e far bruciare Cassini direttamente nell'atmosfera di Saturno.

[Credit: NASA/JPL Caltech]

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