Clonare gli animali è possibile, ma del tutto inutile se lo scopo è donare vita eterna al nostro cane morto e presto lo capirà anche Barbra Streisand. La cantante e attrice infatti ha deciso di clonare la sua cagnolina Samantha, morta circa un anno fa, e dalle cui cellule prelevate dalla bocca e dallo stomaco sono nate Miss Scarlett e Miss Violet. Purtroppo però chi pensa di avere ancora in casa il ‘vecchio' cane solo perché l'ha clonato, evidentemente non ha mai capito molto di quell'animale, né in generale ne sta rispettando l'unicità.

Clonare è possibile. Come abbiamo già visto più volte, la clonazione a pagamento di cani (e di altri animali) è possibile e, ormai, sta quasi diventando una prassi diffusa tra chi ha la disponibilità economica per richiederla (stiamo parlando di decine di migliaia di euro). Per riuscirci ‘basta' avere qualche campione di cellule dell'animale da clonare e consegnarlo agli scienziati. Attenzione però: l'animale che potrete coccolare e crescere non sarà affatto il vostro adorato cane ormai morto.

Stessi geni, ma persone diverse. Facciamo un esempio: due gemelli identici, monozigoti, possiedono lo stesso patrimonio genetico e sono fisicamente uguali, tanto che distinguerli è praticamente impossibile. Impossibile però per chi non li conosce. I gemelli identici sono identici anche caratterialmente? La domanda è banale, ma importante e la risposta è: NO! Lo stesso discorso vale per i cani: le cagnoline clonate sono sicuramente fisicamente identiche alla cara Samantha, ma di certo non sono Samantha.

Fattori ambientali. È infatti ormai scientificamente dimostrato che a plasmare la nostra personalità non è solo la componente genetica, ma anche (e forse soprattutto), quella ambientale. In generale, quando parliamo di ‘clonazione' dobbiamo ricordarci cos'è l'epigenetica e cioè tutti quei cambiamenti che influenzano il fenotipo (caratteristiche del comportamento di un individuo) senza modificare il genotipo (i geni che compongono il DNA). In poche parole, quello che siamo non è solo il frutto del nostro DNA, ma è un risultato che include anche le componenti ambientali che ci hanno portati a sviluppare il nostro carattere, le emozioni che proviamo e i desideri che abbiamo. Lo stesso individuo nato in Italia o nato in California, è identico fisicamente, ma caratterialmente è differente perché l'ambiente in cui è cresciuto, le esperienze che ha fatto e le persone che ha incontrato lo hanno reso irripetibile.

Samantha non esiste più, accettalo. Insomma, un clone del nostro cane non sarà mai il nostro cane perché è impossibile fargli vivere le stesse esperienze e fargli incontrare le stesse persone, anche noi siamo diversi. Quello della Streisand è dunque un capriccio (lecito o no non sta a me dirlo) che non rispetta l'unicità della sua amata Samantha ridotta così ad un mero involucro bianco e batuffoloso e non considerata per il suo carattere, i suoi pensieri, la storia, le sue abitudini e tutto ciò che rende ognuno di noi unico al mondo.

Dove stiamo andando a finire. La riduzione degli animali da compagnia a meri oggetti che colmano i nostri vuoti emotivi e la cui dignità sempre più raramente viene rispettata è ormai sotto gli occhi di tutti: cani che non escono di casa obbligati a fare i bisogni su teli di carta, cani tenuti costantemente in braccio, cani rinchiusi in giardino per fare la guardia, questi sono solo alcuni degli esempi che ci fanno capire come stiamo utilizzando degli esseri viventi senzienti come se fossero oggetti. La clonazione è solo l'ennesima inquietante deriva che stiamo prendendo e la dimostrazione che non riusciamo proprio a fare i conti con la morte.

Vorrei che il mio cane vivesse in salute e felice fino al momento della mia morte? Questo è il sogno di chiunque viva con un cane o un gatto, ma tutti noi sappiamo che è impossibile e ci facciamo i conti nel momento in cui iniziamo questa relazione. Quando morirà Teseo sentirò un vuoto immenso, un vuoto che mai penserei di colmare con un suo clone proprio per rispettare ogni singolo istante che mi ha regalato che è unico come lui, nella sua versione disadattata, problematica e spesso faticosa, ma pur sempre originale.