SpaceX, la compagnia aerospaziale privata del magnate sudafricano naturalizzato americano Elon Musk, mercoledì 6 febbraio ha spedito nello spazio una Tesla Roadster rossa, una fuoriserie da 200mila dollari scelta come carico inaugurale del potentissimo Falcon Heavy. La bizzarra idea è stata dello stesso milionario, che è CEO e fondatore sia di Tesla che di SpaceX. Ma perché spedire una vettura fra le stelle? Che senso ha? Se lo sono chiesto in molti, innanzi alle curiose quanto affascinanti immagini del bolide “rosso ciliegia di mezzanotte” – Musk ha sottolineato più volte il colore esatto della macchina – che fluttua accanto alla Terra, accompagnato dalle note di Space Odyssey del compianto David Bowie, la “colonna sonora” ufficiale del lancio.

La prima e più evidente ragione è di tipo promozionale. Come indicato, Musk è il proprietario di SpaceX e Tesla, e di certo non poteva immaginare spot congiunto più azzeccato per i suoi brand, in particolar modo per quello automobilistico. Percorsi mozzafiato che costeggiano il mare o si inerpicano su verdeggianti montagne, del resto, rappresentano il fil rouge di molti spot di case che producono auto. Musk è il primo a poter mostrare una sua vettura che “corre” verso Marte, lasciandosi alle spalle l'intero globo terracqueo. E non si tratta di computer grafica, ma della realtà.

Il fatto che sia stata una mossa azzeccata, lo dimostrano gli scatti e i video della roadster che hanno riempito i telegiornali e soprattutto le bacheche di tutti i social media. È un'immagine forte, impreziosita da tante chicche per aumentarne la viralità, come la scritta “Don't Panic” sul cruscotto e il manichino – chiamato Starman – che guida spavaldo la vettura con il gomito di fuori. Insomma, la Tesla Roadster è riuscita persino a strappare la scena al volo inaugurale del Falcon Heavy, il razzo che porterà l'uomo su Marte (o almeno così dice Musk). Scusate se è poco.

Tutto molto bello, ma non è stato un enorme spreco di risorse? Non si poteva inviare qualcosa di più utile o “artistico” col Falcon Heavy? Va innanzitutto sottolineato che quello dell'enorme razzo, la somma di tre Falcon 9 dotato di ben 27 motori, è stato proprio il volo inaugurale, e lo stesso Musk aveva ribadito più volte i concreti rischi di fallimento. Insomma, caricare un satellite o un qualunque altro dispositivo “utile” avrebbe comportato un rischio troppo grosso, quindi meglio giocarsi il primo tentativo con qualcosa di spettacolare e promozionale, ma non insostituibile.

Per quanto concerne il lato artistico-filosofico, certo una Tesla Roadster non è il “Voyager Golden Record”, il disco voluto dall'astronomo Carl Sagan a bordo delle sonde Vooyager contenente registrazioni, immagini e dati relativi al nostro pianeta, eppure si tratta sempre di un messaggio potente circa le capacità tecnologiche raggiunte dalla nostra specie.

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Non a caso sui circuiti dell'auto c'è stampato un simpatico “Made on Earth by Humans”, cioè fatta sulla Terra dall'Essere Umano. L'auto è comunque accompagnata da un piccolissimo disco chiamato Arch 1.2, uno oggetto simile a un minuscolo DVD che tuttavia ha la capacità di circa 7.000 blu-ray, un avanzatissimo supporto in grado di ospitare ben 360 TeraByte di dati. È stato caricato con la Trilogia della Fondazione di Isaac Asimov, una serie di romanzi legata al concetto di preservare la conoscenza e la cultura umana nell'infinità dell'Universo.

[Credit: SpaceX]