Luca Parmitano al lavoro sul rilevatore di particelle AMS–02. Credit: NASA/ESA
in foto: Luca Parmitano al lavoro sul rilevatore di particelle AMS–02. Credit: NASA/ESA

L'astronauta italiano Luca Parmitano è pronto a tornare “fra le stelle” dopo l'uscita del 15 novembre. Alle 12:50 ora italiana è infatti prevista la sua seconda, delicatissima passeggiata spaziale in seno alla missione Beyond, la quarta in assoluto della sua carriera. AstroLuca, comandante della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dall'inizio di ottobre, uscirà nuovamente in compagnia del collega della NASA Andrew Morgan. L'obiettivo dell'attività extraveicolare (EVA – Extra Vehicular Activity) è la modifica del sistema di raffreddamento del rilevatore di particelle AMS-02 (Alpha Magnetic Spectrometer – Spettrometro Magnetico Alfa), un lavoro complesso che richiederà freddezza da 007 e almeno altre due uscite nello spazio.

Durante la passeggiata spaziale del 15 novembre i due astronauti hanno spianato la strada per l'intervento di oggi, rimuovendo lo “scudo” di protezione dai detriti dello strumento scientifico – che è stato lanciato nello spazio – e una copertura in fibra di carbonio. In questo modo hanno esposto le componenti sulle quali oggi andranno effettivamente ad operare. Si tratterà di un intervento particolarmente delicato; Parmitano, che è il responsabile o “EV1” dell'uscita, dovrà tagliare due cavi e fare attenzione a non danneggiare gli altri. Nel caso in cui dovesse tagliare quelli sbagliati, l'intero esperimento andrà perduto. Per questo è stato deciso di etichettare la passeggiata spaziale di oggi col nome di “the nail-baiter”, ovvero “da mangiarsi le unghie”, per sottolineare una situazione ansiogena che richiederà precisione certosina, sangue freddo e tantissima concentrazione, doti di cui AstroLuca non manca.

Nella prima passeggiata spaziale, durata oltre 6 ore, Parmitano e il collega hanno anche installato maniglie e supporti per operare attorno al “cacciatore di antimateria e materia oscura”, come è conosciuto comunemente l'AMS-02. Lo strumento non è infatti progettato per gli interventi in orbita, dunque mancava di tutti gli “appoggi” che utilizzano normalmente gli astronauti per lavorare mentre fluttuano nel vuoto dello spazio. Fra l'altro il rilevatore di particelle si trova in una posizione piuttosto scomoda da raggiungere, sul traliccio S3 del laboratorio orbitante tra radiatori e pannelli solari. AstroLuca e Andrew Morgan sono stati portati in posizione dal braccio robotico Canadarm2 manovrato dalle colleghe Jessica Meyr e Christina Koch, che faranno la stessa operazione anche oggi. Non ci resta che attendere la seconda uscita degli astronauti.