Venerdì 15 novembre l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano ha effettuato la sua terza passeggiata spaziale della carriera, la prima della missione Beyond e da comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Attorno all'ora di pranzo AstroLuca si è lasciato alle spalle l'airlock del laboratorio orbitante, ovvero la camera di equilibrio (o chiusa d'aria) che permette il passaggio sicuro tra due ambienti con pressione diversa, come appunto la stazione spaziale – che orbita a 400 chilometri di quota – e lo spazio.

Assieme a Parmitano è uscito “fra le stelle” l'ingegnere di volo della NASA Andrew Morgan. I due sono stati impegnati per diverse ore in una delle più complesse EVA (Extra Vehicular Activity) mai effettuate, con l'obiettivo di avviare le procedure di riparazione del sistema di raffreddamento del rilevatore di particelle AMS-02 (Alpha Magnetic Spectrometer – Spettrometro Magnetico Alfa). Saranno necessarie altre passeggiate spaziali per concludere il lavoro, durante le quali AstroLuca sarà sempre protagonista. La prossima è prevista tra una settimana, il 22 novembre.

Una volta fuori dalla ISS gli astronauti hanno dovuto raggiungere la posizione dello strumento scientifico, installato dal 2011 sul traliccio S3 della Stazione Spaziale Internazionale. Per giungere a destinazione i due sono stati assistiti dalle colleghe Christina Koch e Jessica Meir della NASA, che hanno manovrato dall'interno il braccio robotico Canadarm 2 trasformato in una sorta di “funivia dello spazio”.

 

Durante la diretta della passeggiata spaziale, trasmessa in streaming sia dalla NASA TV che dalla ESA Web TV, risultava complicato distinguere i due astronauti attraverso le tute, ma c'erano alcuni dettagli ad aiutarci. Luca Parmitano era il cosiddetto spacewalker principale o EV1, in pratica il responsabile dell'operazione, dunque la sua tuta presentava delle mostrine rosse, oltre che la bandiera italiana e quella europea dell'ESA. La tuta di Morgan, completamente bianca, aveva invece la bandiera americana. Quasi tutta l'azione è stata mostrata in "prima persona", con le immagini catturate dal casco degli astronauti, come si nei video dell'intervento che trovate a corredo dell'articolo.

Parmitano agganciato al braccio Canadarm 2
in foto: Parmitano agganciato al braccio Canadarm 2

Come indicato, quella affrontata dall'astronauta quarantatreenne di Paternò (Catania) è stata una delle passeggiate spaziali più complicate mai tentate. Il motivo è dovuto al fatto che il rilevatore di particelle AMS-02 non è stato progettato per essere aggiornato o riparato in orbita, dunque lo strumento è privo di tutte quelle strutture come maniglie e supporti che solitamente gli astronauti utilizzano per “tenersi” mentre operano all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale. In questa prima passeggiata spaziale Parmitano e Morgan ne hanno installati alcuni, oltre a rimuovere viti e pannelli dello strumento che spianeranno la strada per le successive EVA. I due astronauti si sono addestrati allo scopo all'interno di una piscina per oltre un anno, e hanno operato con una serie di strumenti progettati esclusivamente per intervenire sull'AMS-02. In totale, durante le prossime passeggiate spaziali, dovranno sostituire ben otto tubi del sistema di refrigerazione, tagliandoli e riagganciandoli, oltre a dover tappare perdite, scollegare e ricollegare vari cavi dell'alimentazione e della trasmissione dati.

L'aggiornamento del rilevatore di particelle, soprannominato “cacciatore di antimateria e materia oscura”, si è reso indispensabile a causa del deterioramento legato alla lunga esposizione nello spazio. Gli scienziati non pensavano di doverlo aggiornare, ma grazie ai dati straordinari che è riuscito a raccogliere nel tempo, si è deciso di tenerlo “in vita” fino a quando resterà operativa la Stazione Spaziale Internazionale. La passeggiata spaziale di oggi è durata oltre sei ore.