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Opinioni
18 Luglio 2018
16:03

Parmigiano pericoloso come il fumo: OMS e ONU non hanno dichiarato guerra al cibo italiano

Fa discutere la proposta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di tassare o prevedere misure fiscali per tutti i prodotti che sono potenzialmente pericolosi per la nostra salute quando ne abusiamo: tra questi alcol, fumo, diete non salutari troppo ricche di sale. Facciamo chiarezza sull’ipotetica ‘guerra’ al Parmigiano da parte dell’OMS.
A cura di Zeina Ayache
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In queste ore circola una notizia secondo cui l'OMS e l'ONU avrebbero ‘dichiarato guerra' al Parmigiano Reggiano, all'olio di oliva, al prosciutto crudo e ad altri alimenti classici della dieta mediterranea, peccato che queste siano solo congetture ingiustificate che comunque non si schierano dalla parte del nostro stato di salute. Facciamo chiarezza per capire chi sia il vero nemico e perché.

La causa scatenante della polemica ‘montata'. Tutto inizia con la pubblicazione del report “Time to Deliver” attraverso il quale l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) mette luce su quelle che potrebbero essere le accortezze da prendere per aiutare tutti coloro che soffrono di “Noncommunicable diseases” cioè le malattie non trasmissibili, che insorgono a causa di abitudini alimentari e vizi che potrebbero essere contenuti e di cui molti non ne conoscono i pericoli. Nello specifico, l'OMS stila un elenco di modifiche e attenzioni che potremmo prendere nei confronti di abuso di tabacco e alcol, dieta non salutare, inattività fisica, terapie per la cura di malattie cardiovascolari e diabete, cure e prevenzione contro il cancro.

Nessun alimento è stato citato. Il panico è nato in merito al punto “ridurre le diete non salutari” che recita:

  • Ridurre l'assunzione di sale attraverso la riformulazione dei prodotti alimentari al fine di contenere meno sale e l'impostazione dei livelli target per la quantità di sale negli alimenti e nei pasti
  • Ridurre l'assunzione di sale attraverso la creazione di un ambiente favorevole in strutture pubbliche come ospedali, scuole, luoghi di lavoro e case di cura, per consentire di fornire opzioni di sodio più basse
  • Ridurre l'assunzione di sale attraverso una campagne di comunicazione mirate al cambiamento
  • Ridurre l'assunzione di sale attraverso l'implementazione dell'etichettatura front-of-pack

Insomma non sono citati gli alimenti, il succo è che l'OMS ci suggerisce di etichettare gli alimenti indicando la quantità di sale e di ridurre il consumo di questo prodotto che, se mangiato in grandi quantità, può far male alla salute (ma questo non è un segreto).

Chi si è sentito chiamato in causa. Coldiretti dichiara “L’annuncio dell`Onu di voler tassare olio d`oliva, Parmigiano reggiano, Grana, prosciutto e persino il vino, equiparandoli a cibi dannosi per la salute e scoraggiandone il consumo, colpisce oltre un prodotto agroalimentare Made in Italy esportato su tre, con effetti gravissimi sull’economia del Paese ma anche sulla salute dei cittadini”, questo però non è completamente vero: il punto è proprio che l'OMS suggerisce di ridurre il consumo di sale e già oggi sappiamo quanto sia sconsigliato ‘abbuffarsi' di alimenti che ne contengono molto, e di considerare eventuali misure fiscali. Nello specifico l'OMS scrive “Implement fiscal measures, including raising taxes on tobacco and alcohol, and consider evidence-based fiscal measures for other unhealthy products” cioè “implementare misure fiscali, incluso l'aumento delle tasse su tabacco e alcol, e considerate eventuali misure fiscali sugli altri prodotti non salutari”.

Cosa sono le malattie non trasmissibili. Quando parliamo di malattie non trasmissibili ci riferiamo a tutte quelle condizioni che ogni anno, nel mondo, uccidono ben 41 milioni di persone e che rappresentano il 71% delle cause di morte, tra queste: cancro, malattie respiratorie e diabete. Facendo abuso di alcol e fumo, seguendo diete poco salutari (ad esempio ricche di sale) e praticando poca attività fisica, incrementiamo il rischio di morire di queste malattie: risulta dunque necessario capire come come ridurre questo numero di morti. Insomma, possiamo davvero biasimare l'Organizzazione Mondiale della Sanità per preoccuparsi per il nostro stato di salute?

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Zeina nasce a Genova dove vive finché non decide di iniziare a girare in cerca della sua strada e così Roma, Milano, Brema e poi ancora Milano. Dopo aver concluso il percorso di studi che l'ha portata ad ottenere una Laurea Magistrale e aver lavorato nel campo della produzione televisiva, del marketing e delle agenzie pubblicitarie, adesso vive le sue giornate da giornalista scrivendo di Mondo Animale e Natura, realizzando video, conducendo una sua trasmissione radiofonica su una delle principali FM italiane e trascorrendo il suo tempo in mezzo ai cani (e ai loro proprietari), visto che è anche Educatrice Cinofila SIUA. Il suo compagno di vita è Teseo, un quattrozampe greco salvato a Naxos, in Grecia.
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