Credit: NASA/JPL
in foto: Credit: NASA/JPL

Poiché non abbiamo misurazioni dell'attività sismica di Venere, gli ingegneri della NASA stanno testando peculiari palloni aerostatici nel desertoPahrump del Nevada che in futuro potrebbero colmare questa lacuna. Confermare o meno la presenza di terremoti sul “pianeta dell'amore”, infatti, costringerebbe gli scienziati a rivedere i loro modelli sulla sua composizione interna, che in base alle teorie correnti dovrebbe presentare diversi punti di contatto con la struttura della Terra. L'obiettivo ultimo degli ingegneri della NASA è capire come mai Venere, nonostante le diverse somiglianze col nostro pianeta, si è evoluto in un mondo infernale privo di un campo magnetico, mentre la Terra è diventata la culla della vita.

Ma perché palloni aerostatici e non lander/rover come quelli inviati su altri pianeti? La ragione per cui questi strumenti rappresentano la scelta migliore (e più economica) risiede nell'atmosfera superficiale di Venere, che oltre a raggiungere temperature di 464° centigradi e una pressione in grado di schiacciare una nave, è estremamente corrosiva a causa di un micidiale mix di anidride carbonica – oltre il 96 percento del totale – , acido solforico, anidride solforosa e altri composti. Le uniche sonde atterrate sul pianeta hanno resistito pochissimo tempo (il record è di appena due ore) prima di essere letteralmente disintegrate da un simile inferno. Gli ingegneri del Glenn Research Centre di Cleveland (NASA) stanno progettando materiali in grado di resistere alle condizioni proibitive di Venere, tuttavia i costi sono astronomici in tutti i sensi.

A circa 50 chilometri dalla superficie del pianeta, nonostante siano presenti venti che viaggiano a velocità supersoniche, le condizioni sono decisamente più favorevoli, e palloni equipaggiati con barometri – in grado di misurare cambiamenti nella pressione atmosferica – e altri strumenti per rilevare vibrazioni acustiche (non rilevabili dall'udito umano) e onde infrarosse potrebbero catturare terremoti anche di magnitudo 2. Lo scorso 19 dicembre gli scienziati della NASA e del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti hanno fatto esplodere a 300 metri di profondità 50 tonnellate di esplosivo chimico e ne hanno rilevato le vibrazioni con due prototipi di pallone aerostatico; uno era legato a un albero mentre l'altro era libero di fluttuare. Versioni evolute di questi velivoli nell'alta atmosfera di Venere potrebbero rilevare segreti simili a quelli che la sonda InSight proverà a intercettare su Marte.