A quanto pare il nuovo business attorno alle cure alternative contro il cancro potrebbe essere quello del latte materno. Visti i tempi il mezzo privilegiato per poterlo acquistare è la Rete, dove del resto sono già fiorite tante altre presunte cure alternative, che pretendono di combattere i tumori attraverso i metodi più disparati, dalla classica terapia a base di bicarbonato e limone ai clisteri della cosiddetta terapia Gerson. Alcuni sostengono che il latte materno costituisca per lo più una “terapia complementare”, da accompagnare quindi alle terapie regolarmente prescritte. Ma il problema delle medicine alternative è proprio il fatto che ufficialmente si parla di complementarietà, mentre in tanti si illudono che queste siano sufficienti. Anche se tale alimento è fondamentale per i neonati, questo non significa che possa funzionare anche per gli adulti. Inoltre essendo un fluido corporeo venduto senza controlli sanitari, può rivelarsi un pericoloso veicolo di altre malattie. Ricordiamo per esempio che l'Hiv si trasmette proprio attraverso i fluidi corporei.

Perché gli oncologi si interessano davvero del latte materno?

Esistono diversi studi scientifici sul latte materno, fin dal 1995, seguiti dai ricercatori dell’Università di Lund in Svezia. Le ricerche continuano ad andare avanti tutt'oggi, perché effettivamente il latte materno contiene un insieme di cellule definite Hamlet (Human -lactalbumin Made LEthal to Tumor cells), queste potrebbero essere utilizzate per attaccare le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane. Fermo restando che gli studi in merito alle Hamlet sono in corso e – per quanto promettenti – non hanno ancora portato a niente di definitivo, ravvisiamo qui un errore molto comune da parte di chi ha messo in piedi questo commercio: si confonde un intero alimento col principio attivo che contiene, ma una mela non può dare l’apporto di vitamine che darebbe un integratore. Così se è vero che modificare alcune sostanze contenute nel latte potrebbe rivelarsi decisivo un giorno nelle terapie oncologiche, questo non significa che il latte materno in sé possa curare il cancro, nemmeno a livello “complementare”, se escludiamo i benefici psicologici che la suggestione di bere un tale alimento può dare al paziente.

Se fa bene ai neonati funziona anche per gli adulti?

Ma in fondo il latte materno delle proprietà benefiche deve pur averle. Ed effettivamente è così. Oltre ad essere il principale alimento del neonato, il latte della madre fornisce una protezione contro le infezioni, ma questi aspetti immunologici non c’entrano niente coi tumori, ed oltre a questo gli adulti non possono beneficiare di tali proprietà, visto che hanno una flora batterica totalmente diversa rispetto a quella dei neonati. Nonostante ciò usufruendo dell’hashtag #freezerstash i fornitori di questo alimento speciale continuano a fare affari in Rete, nonostante la messa al bando di leader del e-commerce come eBay e Craigslist. Il pericolo maggiore infatti è che il latte materno – venduto in maniera totalmente deregolamentata – possa diventare veicolo di malattie, lo stesso virus Hiv può trasmettersi proprio attraverso i fluidi corporei. A poco valgono le rassicurazioni dei venditori, visto che non sono sottoposti a controlli. Se poi si è affetti da tumore e si vuole assumere questo latte anche solo a livello complementare, i patogeni che potrebbe contenere e che solitamente risulterebbero innocui, si rivelerebbero invece molto dannosi per questo genere di pazienti.