Dure dromedari nella regione innevata di Tabuk, in Arabia Saudita. Credit: Zaiboo/Twitter
in foto: Dure dromedari nella regione innevata di Tabuk, in Arabia Saudita. Credit: Zaiboo/Twitter

L'inverno di questo inizio 2020 ci sta regalando alcuni spettacoli naturali davvero inconsueti, ma non sempre si tratta di fenomeni rarissimi o necessariamente legati all'impatto dei cambiamenti climatici. Tra i più suggestivi vi è sicuramente la neve in Arabia Saudita, che sta cadendo copiosa soprattutto nella zona nordoccidentale del Paese asiatico. Le immagini del deserto e delle gobbe dei dromedari imbiancati dal candido manto hanno fatto il giro del mondo e conquistato rapidamente il web; del resto l'Arabia Saudita è uno dei luoghi più caldi del pianeta, e vedere un deserto innevato è sicuramente uno spettacolo insolito.

Nonostante la particolarità di queste immagini, le nevicate in Arabia Saudita non sono comunque così rare. La porzione più alta della montagna di Jabal Al-Lawz sita nei pressi del confine giordano, che svetta per circa 2600 metri sopra al Golfo di Aqaba, risulta innevata praticamente per tutto l'anno, e può capitare che a causa di ondate di freddo eccezionali – come quella che ha investito la regione a partire dal 10 gennaio – la neve finisca anche nell'area ai piedi del monte.

È proprio da lì che giungono buona parte degli scatti condivisi su Twitter dall'Ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita e dall'utente Zaiboo. Sono state investite dalla neve anche le città di Tobuk e di Medina, quest'ultima si un po' più a sud. Le temperature sono scese sotto gli 0° centigradi in diverse regioni e il servizio meteorologico nazionale ha invitato i cittadini a non avventurarsi in zone remote in simili condizioni.

Pur essendo intensa, l'ondata di freddo verificatasi in Arabia Saudita in questi giorni non è paragonabile a quella che colpì la penisola araba nel 2016; tra il 23 novembre e il 25 novembre la temperatura crollò a – 4°C in regioni settentrionali dove solitamente non scende sotto i 20°C . La neve cadde in quel periodo anche in Palestina, Siria e in altri Paesi del Medio Oriente. Fu imbiancato persino il deserto del Sahara, un evento che è stato replicato anche nel 2017 e 2018, regalandoci immagini straordinarie.

Mentre in Arabia Saudita nevica, in alcuni Paesi europei l'inverno mite sta avendo effetti particolari sulle piante. In Spagna e in Francia, ad esempio, sono state scattate immagini di peschi, ciliegi, peri e mandorli già in fiore, mentre in alcuni giardini della Gran Bretagna stanno sbocciando le rose. Normalmente ciò si verifica in primavera, ma a causa delle temperature più alte del solito le piante hanno confuso le stagioni, anticipando i propri cicli naturali.

In questo caso la responsabilità è del vortice polare, un'area di bassa pressione che mantiene l'aria fredda solitamente bloccata al di sopra dei 60 gradi di latitudine Nord. Durante questo inverno il vortice polare – ha spiegato l'esperto di 3BMeteo Carlo Migliore – “sta accentrando tutto il gelo a latitudini molto alte”, lasciando all'Europa temperature ancor più miti. Ma il vortice polare può essere responsabile anche di forti ondate di gelo nell'Europa meridionale, come nella primavera dello scorso anno, quando un suo indebolimento ha permesso il passaggio di aria fredda sul nostro Paese, "regalandoci" uno dei mesi di maggio più freddi della nostra storia. Questi fenomeni così anomali possono essere legati ai cambiamenti climatici, a causa del maggior accumulo di energia nell'atmosfera per le emissioni di origine antropica.