Il mese di maggio di quest'anno passerà alla storia come uno dei peggiori dal punto di vista meteorologico, a causa del freddo autunnale (quando non invernale) e delle perturbazioni che hanno squassato intere settimane. Le temperature “polari” sono state infatti accompagnate da piogge abbondanti, grandinate, nevicate a bassa quota e fiumi ingrossati, tutti fenomeni che ci hanno fatto letteralmente dimenticare la bella stagione. L'ondata di inconsueto maltempo dovrebbe insistere lungo lo Stivale sino all'ultima parte del mese, quando finalmente potremo (ri)dare il benvenuto alla primavera. Per comprendere le ragioni dietro a questo meteo “impazzito” abbiamo contattato due esperti del settore: la dottoressa Marina Baldi, responsabile UOS dell'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibimet – CNR di Roma) e Presidente della Associazione Geofisica Italiana, e il professor Adriano Mazzarella, direttore dell'Osservatorio Meteorologico dell'Università di Napoli Federico II. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Freddo invernale a maggio: ecco perché

Ciò che stiamo vivendo in questo mese – ha sottolineato la dottoressa Baldi – non è una manifestazione climatica, bensì un fenomeno meteorologico, che per quanto “spalmato” su più settimane resta comunque circoscritto. La ricercatrice ha indicato che anche in passato abbiamo vissuto mesi di maggio piuttosto freddi, come quelli del 1957, 1987 e 1991, tuttavia quello di quest'anno si sta presentando alla stregua di un vera e propria anomalia. Del resto, come dichiarato dal professor Mazzarella, siamo circa 4° centigradi al di sotto delle medie secolari registrate per il mese. Dunque da cosa è dovuto questo freddo intenso? Entrambi gli scienziati concordano nel puntare il dito contro il vortice polare (o vortice artico) che normalmente mantiene l'aria fredda bloccata al di sopra dei 60 gradi di latitudine nord, nella regione polare del pianeta. Qualcosa ha indebolito il "recinto" che imbriglia quest'area di aria fredda a bassa pressione, generando un flusso gelido che si è abbattuto con violenza sull'Europa centrale e che ha investito in pieno il nostro Paese. Uno degli aspetti interessanti risiede nel fatto che ai lati di questa "autostrada" di aria fredda si stanno sperimentando temperature incredibilmente elevate, come quelle registrate negli ultimi giorni in Russia e sulla Penisola Iberica (Spagna e Portogallo). La dottoressa Baldi suggerisce che i cambiamenti climatici possano giocare un ruolo in questi fenomeni, tenendo in considerazione che le temperature medie più elevate rispetto all'epoca preindustriale determinano una concentrazione maggiore di energia nell'atmosfera, che può essere scaricata sia attraverso ondate di calore che con ondate di freddo, oltre che con altre perturbazioni atmosferiche violente.

Freddo a maggio: cosa c'entra il Sole

Il professor Mazzarella si è soffermato su una interessante teoria legata all'indebolimento del vortice polare e del conseguente flusso di aria fredda sull'Italia. Il responsabile di questa ondata di gelo potrebbe essere il Sole, o meglio, la sua mancanza di attività corpuscolare. La prolungata assenza di macchie solari sulla sua superficie, che si sussegue da 5/6 anni, determinerebbe di fatto la produzione di ondate di "flares" (vento solare) particolarmente energetiche, come le due che hanno investito la Terra proprio nel mese di maggio. Secondo lo scienziato italiano, esse sarebbero in grado di influenzare e ostacolare la circolazione atmosferica terrestre, determinando l'indebolimento del vortice polare e la conseguente formazione dei flussi di aria gelida, come quello che ci sta investendo in questi giorni.