Il misterioso vortice gelato presente al polo sud di Titano si è formato a causa della peculiare composizione chimica dell'atmosfera della luna, la più grande delle oltre sessanta che orbitano attorno a Saturno. Lo ha determinato un team di ricerca dell'Università di Bristol, Regno Unito, che ha analizzato i dati della sonda Cassini raccolti con lo spettrometro CIRS (Composite Infrared Spectrometer) nell'arco di 13 anni. Secondo gli studiosi, coordinati dal professor Nicholas Teanby, la luce solare avvierebbe reazioni chimiche “esotiche” nell'atmosfera alta di Titano, generando composti di breve durata come etano, acetilene, acido cianidrico e cianoacetilene. Questi composti sarebbero in grado di assorbire il calore dalla luna per poi rilasciarlo nello spazio intergalattico sotto forma di raggi infrarossi, col risultato di raffreddare l'atmosfera.

“La circolazione atmosferica può spostare questi gas in giro, concentrandoli in determinate aree, in particolar modo ai poli”, ha sottolineato l'autore principale dello studio. L'intero processo di raffreddamento sarebbe anche alla base della formazione delle nubi ghiacciate di cianuro di idrogeno rilevate dalla ‘defunta' sonda Cassini, schiantatasi lo scorso 15 settembre nell'atmosfera di Saturno dopo il Gran Finale, che ha previsto anche un saluto di addio al maestoso Titano.

Il vortice gelato della luna, con temperature anche al di sotto dei – 150° centigradi, è stato un vero e proprio enigma per gli scienziati sin dalla sua scoperta. Ai poli della Terra, di Marte e di Venere, infatti, in inverno le zone alte dell'atmosfera l'aria vengono compresse e riscaldate, esattamente come accade in una pompa per gonfiare le gomme di una bicicletta. Di conseguenza gli studiosi si attendevano una condizione simile anche sulla gigantesca luna del “Signore degli Anelli”.

“Abbiamo simulato l'atmosfera di Titano per oltre due decenni, ma nessuno dei modelli ha previsto questo raffreddamento”, ha sottolineato il professor Nicholas Teanby. Nel 2012 si accorsero che il vortice divenne freddo contro tutte le aspettative, e raggiunse i – 153° centigradi nel 2015. Grazie al lascito di Cassini, che ha permesso di scoprire gli effetti delle tempeste di metano liquido su Titano, si è finalmente riusciti a svelare l'enigma del vortice gelato e il suo legame con i composti chimici nell'atmosfera. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Nature.

[Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute]