Credit: NASA/JPL–Caltech
in foto: Credit: NASA/JPL–Caltech

La NASA ha pubblicato il primo “selfie” del lander InSight, la sonda “ammartata” sul Pianeta rosso lo scorso 26 novembre alle 20:54 ora italiana. L'immagine, composta dalla fusione di undici fotografie scattate dal braccio robotico, mostra i due pannelli solari aperti ai lati, la strumentazione scientifica e lo spazio di lavoro di InSight, un'area di 4×2 metri dove condurrà diverse importantissime analisi, in particolar modo sulla struttura interna del pianeta. A differenza del rover Curiosity, che recentemente si è imbattuto in un misterioso oggetto brillante, si tratta infatti di un lander immobile, che opererà grazie all'ausilio del braccio che ha scattato il selfie.

L'anonimo terreno su cui si è poggiata InSight, all'interno di un cratere della Elysium Planitia nei pressi dell'equatore marziano, è ancor migliore di quello che speravano gli scienziati della NASA. Infatti, più risulta piano e privo di rocce e migliore saranno l'accuratezza e il dispiegamento degli strumenti, che nelle prossime settimane inizieranno ad analizzare il pianeta. In questi primi giorni (tecnicamente sol) su Marte, infatti, grazie alle fotografie scattate gli ingegneri stanno valutando attentamente l'area attorno a InSight, per decidere dove saranno dislocati gli strumenti scientifici. Andranno evitati accuratamente tutte le aree di terreno con rocce superiori agli 1,5 centimetri di diametro.

Credit: NASA/JPL
in foto: Credit: NASA/JPL

Gli strumenti scientifici principali a bordo del lander sono il Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS), un sismografo in grado di analizzare eventi sismici e struttura interna del pianeta, e l'Heat Flow and Physical Properties Package (HP3), che misurerà le temperature interne fino a 5 metri di profondità. A bordo di InSight, acronimo di Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, ci sono anche sensori che monitorano vento, pressione, condizioni atmosferiche, un magnetometro e strumenti a firma italiana come il LERRI e lo Star Tracker legati a orientamento e posizione della sonda. Dopo il primo selfie non ci resta che attendere lo spiegamento degli strumenti e conoscere i preziosi dati che raccoglieranno, utili a capire origine ed evoluzione dei pianeti rocciosi e in generale la formazione del Sistema solare.