Credit: NASA/JPL
in foto: Credit: NASA/JPL

Il rover della NASA Curiosity si è imbattuto in uno strano oggetto lucido sulla superficie del Pianeta Rosso. Il robot, che in questo periodo sta vagando nel cuore del sito di trivellazione “Highfield”, lo ha immortalato con la sua fotocamera lo scorso 26 novembre (sol marziano 2242). Gli scienziati dell'Agenzia aerospaziale americana stanno cercando di capire di cosa si tratti da quando hanno ricevuto l'immagine da Marte, ma molto probabilmente otterranno una risposta solo dopo aver analizzato l'oggetto con il ChemCam. Lo strumento, sviluppato dal Los Alamos National Laboratory e dal CESR Laboratory, è infatti in grado di vaporizzare una piccola parte dell'oggetto – con un potente raggio laser – e determinarne la composizione attraverso un'analisi spettroscopica.

Anche se l'ipotesi della civiltà extraterrestre appare indubbiamente la più suggestiva, quasi sicuramente siamo innanzi a un semplice meteorite precipitato sul suolo marziano. “Il team di pianificazione pensa che potrebbe essere un meteorite perché è così brillante. Ma le immagini possono ingannare”, ha affermato in un comunicato stampa la dottoressa Susanne Schwenzer del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, che guida la missione di Curiosity (Mars Science Laboratory). “L'analisi chimica è necessaria per confermare la sua natura”, ha aggiunto la ricercatrice, suggerendo che presto verrà “bombardato” dal robot.

Credit: NASA/JPL
in foto: Credit: NASA/JPL

L'oggetto, anche se immortalato in un'immagine in bianco e nero, ricorda molto da vicino l'affascinante meteorite in lega di ferro e nichel fotografato il 27 ottobre 2016 sempre da Curiosity, che scorrazza all'interno del cratere Gale di Marte da più di 6 anni. In quel caso il meteorite fu soprannominato “Egg Rock”, mentre il nuovo oggetto ha preso il nome di “Little Colonsay”. Oltre a questa strana roccia lucida Curiosity ha immortalato altri tre oggetti interessanti ma meno appariscenti (Flanders Moss, Forres e Eildon), che finiranno tutti nel mirino del ChemCam e di altri strumenti, come APXS, Navcam, Mastcam e MAHLI.

I meteoriti ferrosi su Marte sono piuttosto rari, mentre sulla Terra si tratta di quelli più recuperati. Molto probabilmente ciò è dovuto al fatto che l'atmosfera marziana (estremamente rarefatta) ha una pressione di circa l'1 percento di quella terrestre, dunque il Pianeta Rosso viene bombardato più facilmente da ogni genere di meteorite. Sulla Terra arrivano soprattutto i ferrosi poiché più resistenti degli altri all'impatto con la densa atmosfera del nostro pianeta. Non ci resta che attendere le analisi del ChemCham per scoprire cos'è effettivamente Little Colonsay.