La NASA ha rilasciato un emozionante video dell'ammartaggio del rover Perseverance, giunto sul “Pianeta Rosso” la sera di giovedì 18 febbraio dopo un viaggio di sette mesi e circa 500 milioni di chilometri, nel cuore del Sistema solare. È la prima volta che possiamo ammirare uno spettacolo del genere, nonostante si inviino su Marte lander e robot semoventi da decenni. Perseverance è stato equipaggiato con una moltitudine di telecamere ad alta risoluzione ed ad altissima velocità, posizionate strategicamente per osservare nei minimi dettagli (anche) le fasi cruciali dei famigerati “sette minuti di terrore”, gli ultimi che separavano il rover dalla superficie del pianeta. In questo lasso di tempo sono state eseguite manovre complicatissime in grado di permettere a un robot a propulsione nucleare grande come un'auto, pesante una tonnellata e dal costo di 2,7 miliardi di dollari di adagiarsi delicatamente nel posto giusto, dopo una “frenata” iniziata a circa 20mila chilometri orari. Come sappiamo tutto è andato secondo i piani, e ora possiamo osservare cos'è accaduto da un punto di vista privilegiato.

Il video pubblicato dalla NASA, della durata di 3:25, mostra nel dettaglio le ultime fasi dell'ammartaggio; il dispiegamento del paracadute, lo sgancio dello scudo termico e il rilascio del rover da parte dello “skycrane”, la gru che ha calato delicatamente Perseverance sulla superficie del pianeta. Il filmato, caricato su Twitter la sera di lunedì 22 febbraio sul profilo ufficiale della missione, inframezza le immagini catturate su Marte con quelle degli ingegneri della NASA impegnati al centro di comando. Il tutto è accompagnato dal racconto emozionato della commentatrice, fino agli scroscianti applausi e alle grida di gioia per il “touchdown”.

La prima telecamera a mostrare immagini è stata quella posta sopra al rover, che ha documentato lo spettacolare dispiegamento del grande paracadute in tessuto bianco e rosso. Ciò ha permesso di frenare la rocambolesca discesa da 1.500 chilometri orari a 306 chilometri orari in appena un paio di minuti. La seconda telecamera, sulla “pancia” del rover, mostra invece il distacco dello scudo termico che ha permesso all'“aeroshell” di viaggiare attraverso lo spazio in sicurezza e di entrare nella rarefatta atmosfera marziana (ma comunque in grado di innescare un fortissimo attrito per l'elevata velocità del velivolo).

 

A quel punto si sono attivati i sensori dello strumento “Terrain-Relative Navigation” di Perseverance, che hanno permesso allo Skycrane di portare il rover nel punto migliore per l'ammartaggio (mettendo a confronto immagini di archivio con quelle scattate in tempo reale). In questa fase viene mostrato il terreno rossiccio di Marte che si avvicina pericolosamente, fino a quando non si osserva la polvere sollevata dagli otto booster a farfalla dello Skycrane, che a un'altezza di circa 20 metri ha iniziato a calare Perseverance (e l'elicottero Ingenuity che trasporta) con lunghi nastri di nylon. Una volta depositato il carico, un'altra telecamera posta sopra al rover ha mostrato lo sgancio dello Skycrane, che è andato a schiantarsi lontano dal luogo di ricerca del rover. Si tratta del cratere Jezero, che un tempo era il delta di un fiume, dove si spera di trovare tracce di vita passata e perché no, anche presente (ecco gli obiettivi della missione).

Assieme al video sono stati rilasciati anche dei file audio catturati dai due microfoni installati sul rover; si tratta di suoni quasi impercettibili, ma che rappresentano ciò che è possibile ascoltare dal “deserto” marziano. La NASA consiglia di indossare le cuffie per percepirli al meglio. È stato anche pubblicato un lungo video di circa due ore in cui gli ingegneri dell'agenzia aerospaziale americana raccontano fotogramma per fotogramma ciò che si vede nel filmato di 3 minuti. Da quando è ammartato, Perseverance ha inviato sulla Terra circa 30 Gigabyte di dati, una mole considerevole che ha richiesto l'intero weekend, a causa della distanza tra i pianeti e della conseguenza lentezza della connessione (uplink).