Le zanzare non trasmettono il coronavirus SARS-CoV-2, pertanto non vi è alcun rischio di contrarre la COVID-19 dopo una puntura, sia provocata dalla zanzara comune (Culex pipiens) che dalla famigerata e invasiva zanzara tigre (Aedes albopictus). La conferma definitiva arriva da uno studio – in via di pubblicazione – condotto da un team di ricerca tutto italiano, composto da specialisti dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. In precedenza diversi scienziati avevano affermato che non vi fossero rischi, ma ora c'è una solida prova sperimentale che elimina qualunque dubbio: il patogeno emerso in Cina alla fine dello scorso anno non si replica nei due ditteri e dunque non può essere trasmesso.

Sabato 20 giugno, giorno del Solstizio d'estate, siamo ufficialmente entrati nella stagione estiva, ma abbiamo a che fare con le zanzare già da diverse settimane. Del resto, le stagioni astronomiche e ufficiali non corrispondono praticamente mai con quelle meteorologiche, che arrivano tradizionalmente con un pizzico d'anticipo. Le zanzare sono gli insetti che ci “accompagnano” nei mesi più caldi dell'anno, e spesso la loro presenza è foriera di disagio e potenziale pericolo, in particolar modo in alcune aree del pianeta. Sono infatti gli animali che più di tutti minacciano la salute dell'uomo, essendo vettori di molteplici malattia infettive. Febbre gialla, Malaria, Zika, Dengue, Chikungunya e virus del Nilo occidentale sono solo alcune delle patologie trasmissibili dalle zanzare, che sono responsabili di circa mezzo milione di morti ogni anno. Per comprendere quanto sono letali, basti pensare che il secondo posto della classifica è occupato dai serpenti, che strappano la vita a 50mila persone ogni anno.

Alla luce di questa capacità di veicolare patogeni, in molti di sono chiesti se, dopo una puntura a una persona contagiata dal SARS-CoV-2, le zanzare fossero in grado di trasmettere il coronavirus a un soggetto sano con una puntura successiva. Ebbene, gli scienziati italiani hanno confermato che il virus non è in grado di replicarsi nel tratto digestivo delle zanzare (dopo essere state nutrite con sangue infetto), dunque non c'è alcun motivo di temerne le punture, perlomeno nell'ottica della COVID-19.

Tra gli studiosi che avevano escluso questa eventualità il virologo Fabrizio Pregliasco (in un'intervista a fanpage) e il professor Cameron Webb dell'Università di Sydney, che ha pubblicato un articolo sulla rivista The Conversation. Lo scienziato australiano aveva dichiarato che le zanzare, pur essendo in grado di trasmettere varie tipologie di virus, non riescono a farlo con l'Ebola e l'HIV, che restano distrutti nell'intestino o vengono espulsi. Ora sappiamo che la stessa sorte tocca – fortunatamente – anche al SARS-CoV-2.