Oggi, sabato 20 giugno, siamo ufficialmente entrati in estate. In questo giorno, infatti, cade il solstizio d'estate, il momento esatto che determina il passaggio astronomico dalla primavera alla stagione più attesa dagli amanti del mare. In questo 2020 si verificherà esattamente alle 21:44 TU (Tempo Universale), ovvero le 23:44 ora italiana. Per un soffio, dunque, il solstizio d'estate non cadrà il 21 giugno, la data in cui questo evento si verifica con maggiore frequenza. Ma cos'è esattamente il solstizio d'estate?

Cos'è il solstizio d'estate

Come indicato, il solstizio d'estate non è un giorno, ma un momento specifico della giornata, ed è legato alla posizione del Sole nel suo percorso apparente che compie sulla volta celeste (eclittica); è infatti la Terra a ruotare attorno alla stella, e non il contrario come credevano gli antichi, smentiti dalle eleganti dimostrazioni matematiche di Nicolò Copernico. In parole semplici, il solstizio d'estate è il momento in cui il Sole raggiunge l'elevazione (declinazione) massima sulla volta celeste, e com'è facile intuire, ciò si traduce con il  (ore di luce) più lungo dell'intero anno, che oggi dura ben 15 ore e 15 minuti. Il solstizio d'estate si contrappone al solstizio d'inverno, che quest'anno nell'emisfero boreale cadrà esattamente alle 12:02 di sabato 12 dicembre. Nel solstizio d'inverno il Sole raggiunge la minima elevazione sull'eclittica, pertanto corrisponde al giorno con la notte più lunga dell'intero anno, che determina il passaggio dall'autunno all'inverno.

Perché si chiama “solstizio”

Il termine solstizio deriva dalla parola latina “solstitium” che è composta da sol (Sole) e dal verbo sistere, cioè fermarsi. Solstizio significa letteralmente Sole fermo. Il motivo è legato al fatto che durante i solstizi le variazioni della declinazione (la coordinata equatoriale che determina l'“altezza” di un oggetto sulla volta celeste) avvengono molto lentamente, e quindi si ha come l'impressione che il Sole si fermi nel cielo. I solstizi si alternano con gli equinozi, che sono caratterizzati dalla durata identica tra il dì e la notte (il termine deriva dalla parola latina aequinoctium, cioè notte uguale). Nei giorni degli equinozi i cambi di declinazione risultano più rapidi. Il primo equinozio del 2020, quello di primavera che ha sancito il passaggio astronomico tra l'inverno e la bella stagione, si è verificato all'alba del 20 marzo – nel cuore dell'emergenza coronavirus in Italia -, mentre quello d'autunno, che cadrà il 22 settembre, decreterà la fine della stagione in cui siamo appena entrati per avviarci verso il periodo “freddo” dell'anno.

Il solstizio d'inverno nell'emisfero australe

Oggi non è il solstizio d'estate in tutto il mondo, ma solo nell'emisfero settentrionale o boreale. In quello australe (o meridionale) è infatti il giorno del Solstizio d'inverno; si è dunque entrati in inverno. Questa differenza è dovuta al fatto che l'asse verticale della Terra non è perfettamente perpendicolare al Sole, ma è inclinato di alcuni gradi; ciò influenza l'inclinazione con cui arrivano i raggi solari alle varie latitudini, determinando una differenza nelle temperature superficiali e dunque l'alternanza delle stagioni tra emisfero nord e sud. Quest'anno sarà particolarmente prezioso verificare l'andamento delle stagioni nei due emisferi, poiché si ritiene che il coronavirus SARS-CoV-2 sia influenzato dalle temperature come i virus influenzali, pertanto si attende una possibile impennata di casi sotto l'equatore nelle prossime settimane. Nell'emisfero boreale è attesa invece un'attenuazione dei contagi (come si sta effettivamente verificando), dopo i catastrofici picchi dei mesi scorsi. Ricordiamo che l'inizio astronomico dell'estate non coincide con quello meteorologico; da questo punto di vista siamo in estate già da almeno un paio di settimane.