A circa 130 chilometri al largo della Baia di Monterey, in California, è stata individuata la più grande e affascinante “città dei polpi” mai scoperta, dove sono stati osservati almeno mille esemplari. Si tratta di un record eccezionale, considerando che fino a qualche tempo fa si credeva che questi molluschi fossero fondamentalmente solitari. La scoperta di recenti luoghi di aggregazione – come Octlantis e Octopolis – ha tuttavia totalmente cambiato punto di vista degli scienziati.

Credit: EVNautilus/Youtube
in foto: Credit: EVNautilus/Youtube

La nuova “metropoli” dei polpi, sita a tre chilometri di profondità, occupa una parte del Davidson Seamount, un habitat oceanico quasi completamente inesplorato, dove si erge un vulcano sottomarino estinto da tempo. È proprio al di sopra del vulcano che i biologi marini della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e dell'organizzazione no-profit Ocean Exploration Trust hanno trovato i cefalopodi. Durante la missione di 10 giorni nel Santuario Marino Nazionale della Monterey Bay a bordo della nave da ricerca Nautilus, gli scienziati guidati dal professor Chad King si sono avvalsi di un piccolo sottomarino controllato da remoto, l'Hercules, con il quale hanno ottenuto le straordinarie immagini dei polpi. Si tratterebbe della specie Muusoctopus robustus, un genere noto per non possedere l'iconica sacca per l'inchiostro.

Nella maggior parte dei casi i polpi individuati erano femmine in posizione capovolta per proteggere le loro uova, una condizione analoga a quella emersa nella formazione Dorado Outcrop in Costa Rica, dove un centinaio di polpi – tutte femmine – sono state trovate vicine e a correnti idrotermali relativamente fredde. In quel caso però gli scienziati rimasero scioccati dal fatto che le uova non fossero in salute, così come gli stessi molluschi, probabilmente perché non avevano trovato un posto più adatto per la deposizione. Nel caso della super colonia della Monterey Bay, d'altro canto, tutti gli esemplari e le uova sono sembrati essere tutti in perfetta salute. Secondo King e colleghi quella scoperta sarebbe una vera e propria nursery per piccoli polpi.

Il motivo per cui abbiano scelto un simile luogo non è chiaro. Le immagini catturate dal robot hanno rilevato un certo tremolio dell'acqua, e potrebbe dunque essere riscaldata in qualche modo, anche se il vulcano non è attivo. Per scoprire la sua temperatura è necessario condurre misurazioni specifiche, ma a causa di un guasto tecnico gli scienziati hanno dovuto rimandare l'analisi a una prossima spedizione. Al di là della temperatura più calda, che secondo gli studiosi del Costa Rica probabilmente era la causa dello stress dei polpi, per i biologi marini i cefalopodi potrebbero essere attratti dal più alto contenuto di ossigeno, dalla presenza di un minerale specifico o magari dalle rocce più sgombre da alghe e altre formazioni infestanti. Gli autori della scoperta sottolineano l'unicità del luogo e la necessità di preservarlo dall'inquinamento e dall'impatto del riscaldamento globale.