Scoperta una “città dei polpi” lungo la costa della baia di Jervis, in Australia, un luogo di aggregazione per i molluschi cefalopodi che i ricercatori hanno ironicamente deciso di chiamare Octlantis, dalla fusione del termine latino octopus (polpo) con con quello della mitologica città di Atlantide. L'interesse scientifico deriva dal fatto che i polpi sono notoriamente animali schivi e solitari, ma a quanto pare possono creare delle vere e proprie comunità dove interagiscono, si accoppiano e comunicano fra loro, sebbene i rapporti di vicinato siano tutto fuorché idilliaci.

Octatlantis non è l'unica città dei polpi individuata dagli scienziati, ma la seconda; la prima conosciuta è infatti Octopolis, che fu trovata alcuni anni addietro sempre nella baia di Jervis. Fra le due esiste tuttavia una sostanziale differenza, che per i biologi marini dell'Università dell'Illinois (Chicago) e dell'Università dell'Alaska del Pacifico, autori della ricerca, rende Octlantis decisamente più interessante. Se infatti in Octopolis i sedici polpi individuati avevano trovato la propria casa all'interno di cocci di vasi e altri frammenti abbandonati dall'uomo, nella nuova comunità si tratta solo di cavità naturali fra le rocce. Insomma, non c'è stato alcun intervento esterno a condizionare il comportamento degli intelligenti molluschi.

La "piantina" di Octatlantis. Credit: Università dell’Illinois
in foto: La "piantina" di Octatlantis. Credit: Università dell’Illinois

“Questi comportamenti sono il prodotto della selezione naturale e possono essere notevolmente simili al comportamento sociale complesso dei vertebrati”, ha sottolineato il dottor David Scheel, autore principale della ricerca. “Ciò suggerisce che quando si verificano le giuste condizioni – ha proseguito il ricercatore – l'evoluzione può produrre risultati molto simili in diversi gruppi di organismi”.

Octatlantis, sita a una decina di metri di profondità, misura 18 metri di lunghezza per 4 di larghezza, ed è popolata da tredici esemplari che i ricercatori hanno filmato in tutto per una decina di ore. Nella piccola comunità sono stati individuati i resti delle numerose prede catturate, e i polpi sono soliti allontanare con vigore gli estranei al gruppo. Nonostante questa sorta di “protezione” della comunità, che potrebbe essere sorta grazie all'abbondanza di cibo, i molluschi sono piuttosto aggressivi fra loro; sono infatti soliti inseguirsi e mostrare colorazioni di sfida. Alcuni provano anche a rubare la tana degli altri. L'unica specie presente in Octopolis e Octlantis è l'Octopus tetricus o polpo comune di Sydney, e gli studiosi stanno cercando di capire se anche altri polpi possono formare comunità analoghe. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Marine and Freshwater Behaviour and Physiology.

[Credit: University of Illinois/Peter Godfrey-Smith]