Credit: HUBBLE/NASA/ESA
in foto: Credit: HUBBLE/NASA/ESA

Il Telescopio Spaziale Hubble ha fotografato per la prima volta la cometa “aliena” 2I/Borisov, il secondo oggetto interstellare ad essere intercettato nel Sistema solare. L'occhio di Hubble l'ha messa nel mirino sabato 12 ottobre, quando si trovava a una distanza di 260 milioni di miglia (quasi 420 milioni di chilometri) dal Sole. L'oggetto è in rapidissimo avvicinamento alla stella; viaggia infatti alla stratosferica velocità di quasi 180mila chilometri orari, e raggiungerà il perielio – il punto più vicino al Sole – sabato 7 dicembre. Non è ancora chiaro se anche i semplici appassionati di astronomia con un telescopio matoriale saranno in grado di osservarla nelle prossime settimane, quando diventerà sempre più visibile, prima di sparire di nuovo nello spazio profondo da dove è venuta.

Le fotografie catturate dal Telescopio Spaziale Hubble, fuse in un breve video dagli ingegneri della NASA, mostrano chiaramente la chioma della cometa “aliena”. In base al primo articolo scientifico pubblicato su di essa, grazie al lavoro degli astronomi Piotr Guzik e Michał Drahus della Jagiellonian University di Cracovia (al quale ha partecipato anche l'astrofisico italiano Giacomo Cannizzaro), è emerso che il nucleo della cometa ha un diametro di circa un chilometro. Come affermato dallo stesso Cannizzaro al notiziario dell'Istituto nazionale di Asstrofisica (INAF), l'oggetto pur essendosi originato in un remoto sistema stellare presenta caratteristiche molto simili alle comete native del Sistema solare. Ciò significa che i processi di formazione e gli elementi coinvolti negli altri sistemi possono essere paragonabili a quelli del nostro, aumentando le probabilità di trovare gemelli della Terra e forse vita.

Come indicato, la cometa 2I/Borisov è solo il secondo oggetto interstellare intercettato nel Sistema solare. Il primo fu l'asteroide a forma di sigaro Oumumua, scoperto nell'ottobre del 2017. La cometa aliena è stata invece individuata il 30 agosto 2019 dalla Crimea da un ingegnere appassionato di astronomia, Gennady Borisov. L'uomo, che ha costruito con le sue mani il telescopio con cui ha intercettato l'oggetto, aveva scoperto altre comete del Sistema solare e un numero imprecisato di NEO (Near Earth Object). Le osservazioni di 2I/Borisov sono programmate fino al gennaio del 2020. Man mano che si avvicina gli scienziati potranno carpire più informazioni sulle sue caratteristiche chimico-fisiche e capire davvero se si tratti di un oggetto identico in tutto e per tutto a quelli che viaggiano normalmente nel nostro sistema.