È stato chiamato Oumuamua e si tratta del primo asteroide interstellare – cioè proveniente dall'esterno del Sistema solare – mai osservato. Il rarissimo oggetto celeste, caratterizzato da un aspetto insolito che ricorda quello di un'astronave di Star Wars (un incrociatore Mon Calamari visto di profilo), lo scorso 18 ottobre aveva fatto sobbalzare gli scienziati della missione PANSTARRS 1 dell'Università delle Hawaii, che per primi lo avevano intercettato. L'orbita estremamente eccentrica, la provenienza e la velocità avevano fatto ipotizzare che si trattasse di una cometa, ma le prime analisi approfondite non evidenzirono alcuna chioma o rilascio di materiale cometario. Doveva dunque trattarsi di altro.

Messo nel mirino da numerosi strumenti, tra i quali il Canada-France-Hawaii Telescope e il potentissimo Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, ha così rivelato la sua esatta natura, che lo rende uno degli oggetti celesti più rari e interessanti che siano mai stati studiati. A causa della vastità dello spazio, delle dimensioni di questi oggeti celesti e dei fenomeni gravitazionali, è infatti estremamemente difficile che un sasso ‘alieno' di questo tipo possa essere individuato nel Sistema solare. Oltre a essere il primo asteroide interstellare che viene “a farci visita”, o perlomeno il primo che scopriamo, Oumuamua è anche molto diverso dagli asteroidi presenti normalmente nel nostro sistema. La caratteristica più curiosa è indubbiamente l'aspetto, dato che è circa dieci volte più lungo che largo. I ‘nostri' asteroidi hanno al massimo un rapporto di 3 a 1 tra lunghezza e larghezza. Oumuamua è lungo almeno 400 metri, ma potrebbe arrivare sino a 800.

Grazie allo strumento FORS installato sul VLT è stato determinato che è di colore rosso scuro, provocato dall'intenso bombardamento di raggi cosmici durante il suo lunghissimo viaggio, iniziato milioni di anni fa. Si tratta di un oggetto del tutto inerte, privo di polveri superficiali, acqua e ghiaccio, e probabilmente è completamente costituito da roccia, metalli e forse materiali organici. Al momento si trova a 200 milioni di chilometri dalla Terra, e si sta allontanando alla velocità impressionante di circa 138mila chilometri all'ora. Gli strumenti terrestri potranno seguirlo fino a metà dicembre, poi diventerà troppo poco luminoso per essere osservato: sappiamo che è diretto nello spazio profondo, verso la costellazione di Pegaso, e dai calcoli sembrerebbe provenire dalla stella Vega.

Gli studi su Oumuamua, termine che in hawaiano significa ‘messaggero da lontano che arriva per primo', potrebbero aiutarci a comprendere meglio come si formano i sistemi planetari e la diffusione di determinati composti chimici nello spazio. Gli scienziati sostengono che oggetti come questo possono essere molto più pericolosi dei normali asteroidi in caso di impatto, a causa della velocità impressionante con cui colpirebbero la Terra. I dettagli di Oumuamua, il cui nome tecnico è  1I/2017 U1, sono stati pubblicati sul sito ufficiale della NASA e su Nature.

[Credits: European Southern Observatory/M. Kornmesser]