le dieci storie piu incredibili del 2012

Certamente, la meno incredibile tra tutte le storie del 2012 è che il mondo non è finito a causa di una non meglio precisata catastrofe prevista da una popolazione che sarebbe stata in grado di annunciare la sparizione dell'umanità, ma non il collasso della propria civiltà, effettivamente molto più vicino nel tempo. Ma quest'anno bisestile che si avvicina alla sua conclusione non ci ha fatto mancare storie avvincenti ed affascinanti: molte di queste giungono dal passato, grazie all'infaticabile ed appassionato lavoro dei ricercatori, altri da abissi che conosciamo appena, ma tutte sono accomunate dalla loro assoluta straordinarietà. Eccone alcune.

1 La fine del mondo può attendere 

Che il 21 dicembre 2012 non ci avrebbe portati tutti via verso l’apocalisse, lo sapevamo da un pezzo; così come era evidente che, a sentir le tante profezie del passato, la Terra sarebbe dovuto finire ormai da diversi secoli e forse anche diverse volte. Se questo era troppo poco per i più ostinati (e terrorizzati) in attesa dell’imminente cataclisma definitivo, ci ha pensato una scoperta archeologica avvenuta in Guatemala a ricordare a tutti che non esiste alcuna profezia Maya: o meglio, nessuna che non sia frutto di un più o meno accurato marketing che è prosperato nell'arco degli ultimi decenni e che nulla aveva a che vedere con la popolazione precolombiana. Si tratta di un calendario venuto alla luce nel sito di Xultùn che,in una serie di dipinti che adornano le pareti di una stanza probabilmente appartenuta ad uno scriba, illustra il tempo ben oltre la fatidica data.

2 I vampiri della Bulgaria

Due uomini vissuti e morti in epoca medioevale, sepolti seguendo quella che probabilmente era la procedura messa in atto per scongiurare il ritorno del defunto sulla Terra sotto forma di temibile vampiro, ovvero con un paletto metallico ben fissato nel torace. Ai primi di giugno, nella città bulgara di Sozopoli, sono venuti alla luce due scheletri che narravano un passato di oscure angosce saldamente ancorate alla superstizione: i resti di due persone a cui la credenza popolare attribuì l’infame ruolo di vampiri, forse perché emarginati dalla comunità, forse perché iniqui in vita, forse sulla scia di isterie collettive e persecuzioni che diventavano norma nei periodi più drammatici, quando sventura e miseria bussavano alla porta.

3 Sulle tracce di Amelia 

amelia earhart

A settantacinque anni di distanza dalla sua scomparsa, gli americani non smettono di cercare testimonianze della propria amata eroina e di chiedersi: che fine ha fatto Amelia Earhart? In occasione di un anniversario tanto significativo, quest’estate è partita l’ennesima spedizione diretta verso l’isola di Nikumaroro, atollo disabitato nell'arcipelago di Kiribati, laddove si ritiene che la Regina dell’aria fosse precipitata con il suo Lockheed Electra. I ricercatori del TIGHAR (The International Group for Historic Aircraft Recovery) hanno scandagliato quest’estate i fondali antistanti il remoto isolotto, laddove ritengono che l’aereo si sia inabissato: i detriti dell’Oceano coprono tutto, inclusa la memoria, ma nelle diverse ore di filmato ottenute gli esperti ritengono di aver individuato i possibili resti del relitto dell'aereo. A un passo dalla soluzione?

4 Il Buddha venuto dallo spazio

Storia degna della migliore trama di Indiana Jones: una statuetta che ritrae un Buddha dalle piccole dimensioni (24 centimetri di altezza) ma dal peso considerevole (circa 10 chilogrammi), opera di un ignoto scultore vissuto nell’XI secolo, che venne prima trafugata dai nazisti nel corso di una spedizione effettuata in Tibet sulle tracce della “razza ariana” tra il 1938 e il 1939, successivamente finì nelle mani di un privato e della quale solo ultimamente si è scoperta l’origine “extraterrestre”. Alla fine di settembre, infatti, grande risalto ebbe la notizia secondo la quale Iron Man (questo il suo soprannome) sarebbe stato ricavato dal meteorite Chinga, piovuto sulla Terra tra i 20 000 e i 10 000 anni fa e i cui frammenti si sono sparpagliati in una vasta area tra i confini di Mongolia e Cina. Circa un mese dopo, però, le analisi condotte hanno aperto una nuova questione: il Buddha, effettivamente ricavato da un meteorite, potrebbe essere stato realizzato solo nel XX secolo, per di più in Europa. Le indagini proseguono.

5 Il delitto di Ramses III 

Un giallo dell’antichità di cui narra un documento custodito nel Museo Egizio di Torino: una congiura ordita alle spalle del Faraone Ramses III da parte di una sua moglie secondaria che, nel tentativo di imporre il proprio primogenito sul trono, voleva eliminare il Sovrano. Il cosiddetto Papiro giudiziario di Torino racconta delle pene inflitte ai cospiratori: le indagini condotte dagli studiosi, invece, hanno fatto luce proprio sulla morte di Ramses III verificando come effettivamente il Faraone morì in seguito ad un violento sgozzamento. Poco distante dalla sua mummia venne trovato il cadavere di un giovane: le analisi sul DNA hanno dimostrato che potrebbe essere proprio il figlio di Ramses III, Pentawer, morto in giovane età per suicidio o per strangolamento. In ogni caso, sepolto senza ricevere l’adeguato trattamento riservato dagli egizi ai defunti, ma coperto solo da una pelle di capra: un materiale impuro per un impuro che tradì il proprio padre nonché Faraone d’Egitto.

6 In viaggio nell'aldilà? 

Con le sue dichiarazioni in merito ad una presunta esperienza pre-morte, Eben Alexander ha fatto molto discutere; neurologo della Medical School di Harvard, sostiene di aver vissuto un'esperienza di tale intensità durante sette giorni di coma profondo per una rara forma di meningite da avere attualmente ragioni scientifiche per credere nell'esistenza di una vita dopo la morte. Eben Alexander ha davvero visto il paradiso, come spiega nel proprio libro, con tanto di cieli azzurri, nuvolette, angeli che cantano la gloria, farfalle svolazzanti e paesaggi incantevoli? La scienza non può smentire o dimostrare nulla del genere, chiaramente: ma scoprire cosa accade ad un cervello in coma profondo potrebbe aiutare a capire meglio fenomeni di questo tipo.

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7 Il pollosauro

Jack Horner è un paleontologo e, tra i vari studi condotti nella sua lunga carriera, ha anche affiancato Steven Spielberg all'epoca di Jurassic Park come consulente per la trasposizione cinematografica del best seller da cui venne tratto il film: evidentemente deve averci preso gusto, dal momento che pochi mesi fa ha annunciato che riporterà in vita i dinosauri, sebbene in una forma piuttosto singolare. La sua idea, infatti, è quella di partire da un embrione di pollo e modificarlo geneticamente. Ha già pronto un nome: chickenosaurus o, se preferite all'italiana, va benissimo "pollosauro".

8 Il più sfuggente e misterioso dei cetacei esiste

Del mesoplodonte di Travers si possedevano soltanto due crani ed una mandibola, resti rinvenuti nel corso degli anni (il primo nel lontano 1872) e che facevano seriamente dubitare dell'esistenza di questo cetaceo. Poi, nel dicembre del 2010, sono stati avvistati due esemplari di questa specie, una madre con il proprio piccolo, purtroppo arenati sulla sabbia di una spiaggia neozelandese: inizialmente i ricercatori credevano di trovarsi dinanzi a due mesoplodonti di Gray, uno zifide piuttosto diffuso nella medesima area. Con sorpresa le analisi hanno rilevato che si trattava di due esemplari di Mesoplodon Traversii, il cetaceo più raro del mondo.

9 Attenzione alle sirene

A giugno di quest'anno, il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) diffondeva un comunicato che destava una certa, comprensibile, perplessità: nessuna prova di umanoidi acquatici è mai stata trovata, ovvero le sirene non esistono. Le ragioni? Tranquillizzare una parte della popolazione statunitense che, in seguito ad una sorta di fanta-documentario sugli esseri mitologici, aveva iniziato a tempestare di lettere e mail gli uffici dell'istituto oceanografico americano, con segnalazioni e domande. Facile immaginare la delusione di quanti speravano, magari, di essere tra i fortunati a ritrovarsi, un giorno, a nuotare tra le acque con una creatura metà donna e metà pesce.

manoscritto

10 La fiaba perduta

Un regalo di Natale per gli amanti della letteratura per l'infanzia e di Christian Andersen: all'inizio di dicembre, infatti, dopo un'accurata analisi su un vecchio manoscritto ritrovato sul fondo di una piccola scatola, si è stabilito che il breve racconto impresso su quei fogli ingialliti era addirittura la più antica fiaba dello scrittore danese. Il suo titolo è La Candela di Sego e tratta di una storia malinconica che affronta con delicatezza i temi dell'umanità, della bellezza interiore, della corruzione da parte del mondo, alleviata da un sereno lieto fine. Opera di gioventù, venne dedicata ad una vedova dalla quale, verosimilmente, Andersen si recava spesso, per amicizia e per accedere alla biblioteca: figlio di un calzolaio, era troppo povero per potersi permettere di studiare. La Candela di Sego fu un dono per la donna, rimasto celato ed ignoto a tutti fino a quest'anno.