scheletri di vampiri

Riemersi dal terreno, due scheletri risalenti al Medioevo, sepolti dopo essere stati ben fissati al suolo grazie all'ausilio di bastoni metallici che ne attraversavano i toraci: secondo gli archeologi che hanno effettuato questo curioso ritrovamento nella cittadina bulgara di Sozopoli, si tratterebbe dei resti di due uomini a cui la credenza popolare aveva attribuito l'infame ruolo di "vampiri". Una scoperta che illustra i dettagli di una pratica che per lunghi secoli è stata assai diffusa in molti villaggi delle regioni centro-orientali dell'Europa: trapassando il cuore della vittima con un paletto si riteneva che si riuscisse ad allontanare il pericolo che questa si trasformasse in un non-morto, tornando tra i vivi per tormentarli e condurli alla dannazione.

Il cimitero dei dannati – Siti archeologici molto simili sono stati rinvenuti negli anni dagli archeologi in moltissimi villaggi dell'area balcanica e la Bulgaria, in particolare, è la dimora di almeno un centinaio di scheletri di "vampiri": i resti di uomini giudicati crudeli, malvagi, immorali o semplicemente diversi dalla comunità venivano accuratamente trattati in questo modo, nel tentativo di allontanare il terrore che suscitavano le loro "anime corrotte". Le leggende relative a queste pallide creature che riposavano nelle bare e perpetuavano in eterno la propria esistenza notturna grazie al sangue dei malcapitati scelti per far loro da nutrimento (con tutte le varianti del mito, frutto di una estensione geografica amplissima che conobbero le storie sui vampiri) sono state una parte fondamentale delle tradizioni religiose e folkloriche di tutta la zona. Come spesso accade, tuttavia, la vera immortalità per il personaggio del vampiro giunse soprattutto attraverso la consacrazione di un'opera letteraria che, unendo i racconti popolari alla fantasia e alla maestosità della penna di Bram Stoker, nel 1897 diede vita eterna a Dracula.

vampiri bulgaria

Sulle sponde del Mar Nero – È dunque assai probabile che anche i due uomini recentemente comparsi dalle pieghe del terreno della cittadina sul Mar Nero siano stati temuti in qualche modo dagli abitanti del villaggio in cui furono seppelliti e (forse) vissero. Ed è interessante notare come Sozopoli si trovi, a poco meno di 150 chilometri a sud, lungo la medesima costa su cui affaccia Varna, la città della Bulgaria dove i personaggi del romanzo di Stoker, nel disperato tentativo di salvare l'anima della sventurata protagonista Mina, si recano per attendere la nave sulla quale viaggiava la cassa in cui riposava il Conte più temuto dalle forze del bene. Lì, come nell'area balcanica ed in un ampio arco territoriale che includeva l'Europa orientale, fiorirono innumerevoli terrificanti racconti sul sinistro essere temuto dai più pii e devoti, al punto che, in epoche segnate dalla sventura o dalle epidemie, si verificarono fenomeni di vera e propria isteria collettiva e cacce ai vampiri. Poi, lentamente, la paura prese altri volti e nuove maschere: ma le pratiche volte ad evitare il ritorno dei rei tra i viventi dopo la propria morte continuarono, nei più remoti villaggi, fino agli albori del XX secolo.