Credit: AlexAntropov86
in foto: Credit: AlexAntropov86

Alle 18:05 dell'8 gennaio 2014 la Terra fu colpita da un oggetto proveniente dallo spazio profondo, trasformatosi nel primo bolide interstellare mai rilevato. A determinare le origini aliene dell'oggetto sono stati due ricercatori dell'autorevole Dipartimento di Astronomia dell'Università di Harvard, l'astronomo Amir Siraj e l'astrofisico Abraham Loeb, che hanno analizzato una serie di spettacolari eventi meteorici (bolidi) raccolti in un catalogo del Centre for NEO Studies (CNEOS) della NASA.

Impatto spettacolare. L'oggetto interstellare, che aveva una dimensione stimata di appena un metro, si trasformò in una spettacolare palla di fuoco sui cieli della Papua Nuova Guinea, dove verosimilmente andò completamente distrutto nell'impatto con l'atmosfera terrestre. In parole semplici, non dovrebbe aver rilasciato sulla Terra alcun meteorite. La collisione avvenne all'impressionante velocità di ben 60 chilometri al secondo (216.000 chilometri orari), ed è proprio analizzando la sua traiettoria che Siraj e Loeb ne hanno determinato l'origine aliena.

Mondo lontano. Secondo i due studiosi l'oggetto interstellare proveniva da un sistema planetario nello spesso disco della nostra galassia, la Via Lattea. La sua orbita non era infatti influenzata da quella del Sole, e giunse così velocemente che sfrecciò noncurante nel Sistema solare fino a puntare il nostro pianeta. Fortunatamente era un oggetto piccolo, poiché un “proiettile” di questo tipo di grandi dimensioni potrebbe provocare una vera e propria catastrofe.

Oumuamua. Il bolide della Papua Nuova Guinea è il secondo oggetto interstellare individuato dagli scienziati; il primo è stato il celebre Oumuamua, il “visitatore venuto da lontano” intercettato dal Telescopio Pan-STARRS alle Hawaii alla fine del 2017. L'oggetto spaziale, dalla curiosa forma di sigaro, a causa della sua traiettoria insolita per un breve periodo fece addirittura ipotizzare la possibilità che potesse trattarsi di un'astronave aliena, poi smentita dalle sue caratteristiche e dall'assenza di determinati segnali una volta messo nel mirino degli strumenti. Ovviamente sia Oumuamua che il bolide non sono i primi oggetti interstellari a farci visita, ma sono i primi rilevati dagli scienziati; è dunque possibile che ve ne siano molti di più e con le tecnologie sempre più sensibili sarà possibile intercettarli e studiarli meglio.

Panspermia. Questi visitatori alieni potrebbero essere alla base della panspermia, cioè la diffusione nella vita dell'Universo, i cui mattoni sarebbero trasferiti da un sistema all'altro proprio attraverso questi oggetti, ecco perché riuscire a mettere le “mani” su uno di essi sarebbe di fondamentale importanza. Va sottolineato che l'indagine di Amir Siraj e Abraham Loeb non è stata ancora sottoposta a revisione paritaria, e non tutti i colleghi sono dell'origine interstellare dell'oggetto. I dettagli della ricerca sono disponibili online su arXiv, in attesa di una pubblicazione ad hoc.