Alle 12:31 di lunedì 3 dicembre la navetta Soyuz porterà un nuovo equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta del primo volo dopo il grave incidente dello scorso 11 dicembre, quando i motori del secondo stadio si bloccarono e il cosmonauta russo Alexey Ovchinin e l'astronauta americano Nick Hague furono costretti a un rocambolesco atterraggio di emergenza sulle steppe del Kazakistan. Fortunatamente i due furono recuperati sani e salvi, ma si temette seriamente per la loro vita quando fu rilevato il guasto, ad appena due minuti dal lancio. A causa dell'incidente la commissione della ROSCOMOS – l'Agenzia spaziale russa – aveva comunicato di aver sospeso tutti i lanci con i razzi Soyuz-FG a tempo indeterminato; dopo tutti i controlli tecnici del caso è stato nuovamente dato l'ok ai voli.

Manca ancora un annuncio ufficiale della missione del 3 dicembre, la cosiddetta Expedition 58, tuttavia la NASA l'ha già messa in programma nel suo calendario eventi pubblicato online; altre conferme sono arrivate dall'Agenzia spaziale canadese (CSA) e dal Responsabile del volo umano dell'Agenzia spaziale italiana (ASI) Gabriele Mascetti. Sono noti anche i nomi degli astronauti coinvolti: Oleg Kononenko della Roscomos, Anne McClain della NASA e David Saint-Jacques dell'Agenzia spaziale canadese. Non saranno dunque a bordo i due astronauti protagonisti dell'incidente; per l'americano Hague quella dello scorso 11 ottobre sarebbe stata la prima esperienza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dunque l'intera vicenda lo ha colpito profondamente.

Dopo l'incidente è naturalmente saltata la scaletta programmata dei voli ed è probabile che ci saranno diverse modifiche alle attività a bordo del laboratorio. Non è ancora chiaro se l'astronauta italiano Luca Parmitano partirà nel Luglio 2019 come previsto per la Spedizione 60/61. Per il quarantunenne di Paternò non si tratterebbe soltanto della seconda esperienza a bordo della ISS, dopo quella del 2013 nella quale fu vittima di un incidente durante una “passeggiata” nello spazio, ma anche quella della prima volta da comandante del laboratorio orbitante. Ad oggi nessun italiano ha ricoperto questo prestigioso incarico. La speranza è che con la nuova entrata in servizio della Soyuz non ci saranno ripercussioni sulle missioni di Parmitano e degli altri astronauti, impegnati in preziosissimi esperimenti di ricerca scientifica.