La navetta Soyuz che avrebbe dovuto portare il cosmonauta russo Alexey Ovchinin e l'astronauta americano Nick Hague a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha avuto un guasto e ha dovuto compiere un atterraggio di emergenza in Kazakistan. I computer hanno rilevato un problema ai motori poco dopo il decollo dalla base di Baikonur, avvenuto alle 10:40 ora italiana. I due astronauti sono in buone condizioni di salute e sono rimasti sempre in contatto con il centro di comando.

Il guasto si è verificato durante la separazione del primo stadio, a due minuti dal decollo del razzo lanciatore. L'avaria ha determinato l'arresto dei motori del secondo stadio del razzo. A causa dell'incidente la commissione della Roscosmos ha comunicato di aver sospeso tutti i lanci con i razzi Soyuz-FG, in attesa di chiarire cosa è accaduto. Da quando gli shuttle sono andati in pensione "forzata" le soyuz sono le uniche navette utilizzate per il trasporto degli astronauti verso la ISS.

Per il quarantatreenne Nick Hague, diventato astronauta della NASA nel 2013, si trattava del primo viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale; l'Expedition 57 era infatti la sua prima missione fra le stelle. Assieme al collega russo sarebbe dovuto rimanere a bordo del laboratorio orbitante per 6 mesi, dove avrebbe condotto esperimenti di biologia, biotecnologia, fisica e scienze della terra. Per il cosmonauta Alexey Ovchinin della ROSCOMOS, l'Agenzia spaziale russa, si trattava invece della seconda missione sulla ISS.

Ad attenderli nel laboratorio orbitante c'erano il nuovo comandante Alexander Gerst dell'ESA, l'ingegnere di volo della NASA Serena Auñón-Cancelliere e l'ingegnere di volo della ROSCOMOS Sergey Prokopyev. Lo scorso 4 ottobre, dopo 197 giorni nello spazio attraccata al laboratorio, era rientrata la navetta Soyuz MS-8, riportando sulla Terra il comandante della Expedition 56 Drew Feustel, l’ingegnere di volo Riky Arnold e il comandante della navetta Oleg Artemyev. Hague e Ovchinin avrebbero dovuto prendere il loro posto; l'incidente occorso alla Soyuz avrà ripercussioni sugli esperimenti scientifici programmati. Ancora non è noto quando e chi partirà di nuovo alla volta della Stazione Spaziale Internazionale.

Recentemente la ISS è finita al centro di un vero e proprio intrigo internazionale, con lo scoperta di un foro di 2 millimetri che ha causato una perdita di pressione. Al momento è ancora aperta un'inchiesta per indagare sulle cause dell'incidente; non si esclude un atto di sabotaggio compiuto da uno degli astronauti, che avrebbe agito con un trapano. In principio si era pensato all'impatto di un meteoroide o a un danno causato da un operaio quando la Soyuz era ancora sulla Terra, ma col passare dei giorni ha preso corpo l'ipotesi del complotto.

Quello dell'11 ottobre 2018 non è stato l'unico incidente occorso a una navetta Soyuz. Nel 1967, dopo un'avaria in orbita, la navetta comandata da Vladimir Komarov fu costretta a rientrare ma si schiantò al suolo a causa della mancata apertura del paracadute. Quattro anni più tardi persero la vita altri tre cosmonauti russi in seguito a un problema di decompressione emerso durante un rientro di emergenza, provocato da un incendio.