Le prime piante germogliate sulla Luna sono sopravvissute soltanto pochi giorni; sono infatti morte congelate a causa delle rigidissime temperature che caratterizzano la notte sul nostro satellite. Si trattava di piantine di cotone contenute in una piccola “biosfera”, installata a bordo del lander cinese Chang'e-4 che alle 3:26 ora italiana di giovedi 3 gennaio ha effettuato il primo, storico allunaggio sulla faccia nascosta della Luna.

Un contenitore ‘pieno' di vita. Tra i vari esperimenti della missione programmati dalla China National Space Administration (CNSA), l'Agenzia spaziale cinese, quello biologico era considerato uno dei meno significativi, tuttavia a causa del coinvolgimento di organismi viventi ha suscitato grande interesse mediatico. La piccola biosfera messa a punto dal professor Xie Gengxin dell'Università di Chongqing e dai suoi colleghi è un contenitore alto 18 centimetri a tenuta stagna. Quando è decollato alla volta della Luna, nel dicembre del 2018, conteneva terra, aria pulita, acqua e ben 2,6 chilogrammi di semi di varie piantine, come cotone, colza, Arabidopsis thaliana (una specie modello per la ricerca) e patata. Oltre ai semi all'interno sono stati inseriti lieviti e uova di moscerino della frutta. Le uniche piantine a germogliare sono state proprio quelle di cotone, come dimostrato dalle immagini diffuse negli scorsi giorni dalla CNSA.

Un destino inevitabile. Poiché il contenitore non era progettato con un sistema di riscaldamento, il destino degli organismi al suo interno era segnato sin dall'inizio. Sulla Luna, dove la notte dura circa due settimane terrestri, le temperature possono arrivare a un minimo di – 173° centigradi. Nell'area dove è allunato il lander Chang'e-4 la notte è giunta lo scorso weekend, facendo crollare le temperature all'interno del recipiente sotto i 50° centigradi sotto zero. Inevitabilmente, le piantine di cotone sono morte congelate. Non si conosce la sorte dei semi delle altre piante, dei lieviti e delle uova di insetto al suo interno, ma è verosimile che tutto o quasi sia andato perduto. Naturalmente gli scienziati erano ben consci di questi sviluppi e anche questa fase fa parte dell'esperimento. Quando le temperature saliranno di nuovo, il materiale organico comincerà a marcire all'interno del contenitore; essendo a tenuta stagna, comunque, non contaminerà il suolo lunare.

Perché inviare semi sulla Luna. L'obiettivo dell'esperimento era quello di valutare lo sviluppo degli organismi terrestri nelle condizioni di gravità (e verosimilmente temperatura) sulla Luna, benché in un contenitore protetto. Non è un mistero che uno degli obiettivi più ambiziosi di diverse agenzie spaziali sia quello di colonizzare il satellite, con la costruzione di basi che serviranno ance come ‘trampolino di lancio' verso Marte, dunque è fondamentale verificare come e con quale produttività si potranno far crescere piante per scopo alimentare e non solo. Quello cinese è stato solo un esperimento di ‘assaggio', il primo del suo genere, che sarà sicuramente seguito da altri test biologici molto più approfonditi.