Il seme di cotone portato sul lato ‘oscuro’ della Luna dai cinesi ha germogliato a bordo del lander, come mostrano le immagini arrivate sulla Terra. Il verde della natura che contraddistingue il pianeta Terra ha dunque raggiunto il nostro satellite nel lato mai osservato fino ad oggi, fino alla partenza di Chang’e-4, missione cinese che ha appunto l’obiettivo di scoprire cosa ci sia sul suolo della faccia lunare che non vediamo da qui.

La vita sulla Luna. Il germoglio è nato da un seme di cotone che era stato inserito in una struttura simile ad un reticolo all’interno di un contenitore che si trova nel lander spedito sul lato ‘oscuro’ della Luna. “Questa è la prima volta che gli esseri umani realizzano esperimenti di crescita biologica sulla superficie lunare”, ha dichiarato Xie Gengxin, che ha guidato la progettazione dell’esperimento.

Mini biosfera lunare. Quella che possiamo vedere in foto è una ‘mini biosfera lunare’ progettata dagli scienziati della Chongqing University e si tratta di un secchiello alto 18 centimetri che contiene aria, acqua e terra. Al suo interno sono presenti semi di cotone, di patate, di arabidopsis (pianta angiosperma della famiglia della senape), uova di moscerini della frutta e lievito. Le immagini spedite sulla Terra sono la prova del germoglio di cotone e della sua crescita che, almeno per ora, sembra procedere bene, oltre ad essere l’unico ad aver dato segnali di vita, ma attendiamo per sapere se ‘nuove’ forme di vita nasceranno sul lato ‘oscuro’ della Luna.

Attrezzature speciali. Quando a Chang’e-4, sappiamo che è equipaggiato da strumenti tecnologici sviluppati da diversi scienziati svedesi, tedeschi e cinesi che hanno il compito di studiare l’ambiente lunare, la radiazioni cosmiche, il vento solare e la superficie lunare.

Cosa aspettarci dal futuro. Mentre il rover Yutu-2 si prepara ad eseguire esperimenti sul cratere Von Karman, i cinesi fanno sapere di aver pianificato altre quattro missioni, confermando di voler riportare sulle Terra alcuni campioni lunari entro la fine dell’anno. La Cina infatti vuole stabilire una base di ricerca proprio sul nostro satellite utilizzando tecnologie di stampa 3D per costruire le strutture necessarie. Restiamo in attesa di saperne di più.