Alla data odierna, martedì 20 aprile 2021, sulla base della “mappa interattiva” messa a punto dagli scienziati americani dell'Università Johns Hopkins il coronavirus SARS-CoV-2 ha contagiato oltre 142 milioni di persone in tutto il mondo e ne ha uccise più di 3 milioni (in Italia, al momento, le infezioni complessive risultano essere circa 3,9 milioni e i decessi 117mila). Secondo gli esperti si tratta di ampie sottostime dei casi reali, per due ragioni: innanzitutto, poiché l'infezione è spesso asintomatica o paucisintomatica (con sintomi lievi), molti casi sfuggono alla rete dei controlli e non finiscono nei conteggi ufficiali; in secondo luogo in molti Paesi è stato osservato un significativo aumento della mortalità, superiore a quella dei casi Covid certificati. Insomma, c'è una grossa fetta di “sommerso” che rende ancor più drammatico il costo in vite umane della pandemia che stiamo vivendo. Questi numeri, purtroppo, continueranno inesorabilmente ad aumentare anche nei prossimi mesi, fino a quando la campagna vaccinale globale non riuscirà a contenere ovunque la diffusione del patogeno rendendolo endemico.

Sebbene siamo innanzi a una vera e propria catastrofe sanitaria, economica e sociale, i cui effetti si faranno sentire per molti anni a venire, la pandemia di COVID-19 non è paragonabile ad alcune delle piaghe peggiori che hanno colpito l'umanità nel corso della sua storia (pur rientrando nella classifica delle dieci più mortali per numero di vittime, senza tener conto della proporzione con la popolazione globale). Tra le peggiori in assoluto vi è stata sicuramente la “Peste Nera” nel Medioevo, una pandemia di peste bubbonica – un'infezione provocata dal batterio Yersinia pestis – che nel giro di sette anni si ritiene uccise fino a 200 milioni di persone, compreso un terzo della popolazione del popolazione europea. Nel 1855 un'altra pandemia di peste bubbonica nota come “Terza Piaga” diffusasi dallo Yunnan, in Cina, strappò la vita a 12 milioni (forse 15) di persone, soprattutto in India. Ancor più catastrofica è stata la diffusione del vaiolo, che fino alla sua eradicazione (grazie al vaccino) avrebbe ucciso tra i 300 e i 500 milioni di persone soltanto nel ventesimo secolo. Una vera e propria ecatombe. Particolarmente devastante è stata anche la cosiddetta influenza spagnola che ha colpito l'umanità subito dopo la Prima Guerra Mondiale, tra il 1918 e il 1919. La pandemia strappò la vita a 50 milioni di persone, sebbene le stime più pessimistiche contino fino a 100 milioni di morti in tutto il mondo durante il tragico biennio.

Un'altra grave pandemia di influenza, la seconda peggiore della storia dopo la spagnola, è stata la pandemia influenzale asiatica scoppiata nel 1957 nel Guizhou, nel sud della Cina. Durò due anni e provocò la morte di almeno un milione di persone in tutto il mondo, ma si stima che i decessi possano essere arrivati fino ai 4 milioni, come indicato nel documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità “Pandemic Influenza Risk Management WHO Interim Guidance”. Anche l'influenza di Hong Kong, diffusasi nel mondo tra il 1968 e il 1969, avrebbe provocato tra 1 e 4 milioni di vittime secondo il medesimo documento (fino a 100mila nei soli Stati Uniti, dove il virus giunse dall'ex colonia britannica). Queste ultime due pandemie sono state provocate dal ceppo H2N2 di un virus dell'influenza A (aviaria). La pandemia più recente, prima di quella provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, è stata l'influenza A(H1N1) del 2009, la cosiddetta "suina", che in base ai dati dell'OMS avrebbe ucciso fino a 400mila persone in tutto il mondo.

Andando molto indietro nel tempo, una delle pandemie più letali fu la Peste Antonina o peste di Galeno verificatasi tra il 165 e il 180, che si diffuse nell'impero romano. Si ritiene che uccise alcuni milioni di persone (secondo gli storici fu provocata dal vaiolo o dal morbillo). In Messico la cosiddetta “epidemia di Cocoliztli” o “grande pestilenza” – forse una febbre emorragica virale – provocò fino a 5 milioni di vittime. Anche la Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) innescata dal virus dell'HIV ha provocato una strage e continua a uccidere ancora oggi: da quando si è diffusa nel mondo, all'inizio degli anni '80 del secolo scorso, si ritiene abbia ucciso almeno 30 milioni di persone. Al mondo vi sono decine di milioni di contagiati che convivono con la malattia, secondo i dati dell'UNAIDS e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.