Alla fine dello scorso anno è stata avviata la più grande campagna vaccinale nella storia dell'umanità, con l'obiettivo di sconfiggere il coronavirus SARS-CoV-2 responsabile della pandemia di COVID-19. Per sperare nell'eradicazione del virus, o perlomeno nella sua trasformazione in un patogeno endemico ben più controllabile, è fondamentale che i vaccini siano distribuiti in tutto il globo. È per questa ragione che sin dall'inizio dell'emergenza le principali istituzioni internazionali – dall'OMS all'ONU – hanno esortato i Paesi ricchi a non accaparrarsi tutte le dosi disponibili, promuovendo la diffusione dei farmaci anche in quelli che non possono permetterseli. L'Unione Europea è in prima linea nell'approccio solidale, avendo stanziato ingenti fondi affinché venga garantita la vaccinazione globale. Solo seguendo questo virtuoso percorso potremo davvero sperare di liberarci del virus, il più rapidamente possibile. Quando infatti la stragrande maggioranza dei Paesi avrà raggiunto l'immunità di gregge, la circolazione del patogeno verrà significativamente ridimensionata. Per avere un'idea di quando ciò si verificherà, è indubbiamente utile conoscere i progressi delle campagne vaccinali nelle singole nazioni. In altri termini, sapere quante dosi sono state somministrate e dove.

In nostro aiuto giunge uno strumento estremamente prezioso, il portale Our World in Data, un progetto realizzato per divulgare in modo chiaro e comprensibile per tutti l'aggregazione di dati rilevanti a livello globale; dai cambiamenti demografici alle tematiche energetiche e ambientali, passando per diffusione dell'istruzione, dei diritti umani e della democrazia, fino allo sviluppo economico. A metterlo a punto un team di ricerca dell'Università di Oxford, della Oxford Martin School e della Global Change Data Lab, un'organizzazione senza scopo di lucro con sedi in Galles e in Inghilterra impegnata nel settore dell'istruzione. Da quando è scoppiata la pandemia di COVID-19 hanno creato un'intera sezione dedicata all'emergenza sanitaria, mettendo a punti aggregatori di dati su mortalità, tamponi, ospedalizzazioni, diffusione globale dei casi e molto altro ancora. Una sottosezione è stata avviata con l'inizio della campagna vaccinale, e grazie ad essa possiamo avere un quadro molto esaustivo di come stanno procedendo le vaccinazioni a livello locale.

In questa pagina, ad esempio, è possibile sapere praticamente in tempo reale (i dati sono aggiornati al giorno prima) quante dosi sono state somministrate e dove. Nel momento in cui stiamo scrivendo, lunedì 22 febbraio, nel mondo risultano somministrate in tutto poco più di 208 milioni di dosi di vaccino anti COVID. In cima alla classifica vi sono gli Stati Uniti d'America, con oltre 63 milioni di dosi; seguono la Cina con 40,5 milioni; il Regno Unito con 18,20 milioni; l'India con 11,09 milioni; Israele con 7,6 milioni; il Brasile con 6,95 milioni; la Turchia con 6,57 milioni; gli Emirati Arabi Uniti con 5,55 milioni; la Germania con 5,07 milioni; la Russia con 3,90 milioni; la Francia con 3,72 milioni; l'Italia con 3,5 milioni; la Spagna con 2,94 milioni e tutti gli altri di seguito. Nell'Unione Europea le dosi somministrate sono poco meno di 27 milioni.

Questi numeri acquisiscono un vero senso quando si mettono in relazione al numero di abitanti di ciascun Paese, facendoci effettivamente capire quanto stia "correndo" la campagna vaccinale locale e quanto sia vicina l'immunità di gregge. I 7,6 milioni di vaccinati in Israele, infatti, hanno un significato molto maggiore rispetto agli 11,09 milioni dell'India; il Paese mediorientale ha infatti una popolazione di poco meno di 9 milioni di abitanti, ed è quello in cui le vaccinazioni procedono più speditamente in assoluto. In pratica, più di 80 persone su 100 hanno ricevuto almeno la prima dose di vaccino, e questo sta garantendo risultati eccezionali in termini di mortalità e ospedalizzazioni. In India, d'altro canto, c'è una popolazione di 1,353 miliardi di persone, e siamo dunque lontanissimi dalla protezione dell'intera comunità.

Gli Emirati Arabi Uniti risultano essere il secondo stato più immunizzato, dove poco meno di 60 abitanti su 100 hanno ricevuto la prima dose; seguono il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Cile con circa 20 abitanti su 100. L'Italia è a una copertura di circa 6 abitanti su 100, mentre il mondo intero è ad appena 2,7 persone su 100. La strada da fare, dunque, è ancora molto lunga, tenendo presente che in molti Paesi la campagna vaccinale non è ancora iniziata o è appena partita (e non per tutti ci sono dati certi e aggiornati).