Il trasferimento di Miguel Pajares, il missionario contagiato in Liberia e deceduto in Spagna.
in foto: Il trasferimento di Miguel Pajares, il missionario contagiato in Liberia e deceduto in Spagna.

Si lavora sul vaccino – in cui i ricercatori italiani giocano un ruolo chiave – ma bisogna anche guardare avanti e pensare alla prevenzione, perché un'epidemia come l'ebola non torni a mietere morte come sta facendo in Africa. Per questo motivo ricercatori inglesi, canadesi e statunitensi hanno condotto un nuovo studio che ha restituito una mappa aggiornata sui paesi maggiormente a rischio. Gli istituti coinvolti sono stati le università britanniche di Oxford e Southampton, quella di Toronto in Canada e l'HealthMap dell'Ospedale pediatrico di Boston negli Stati Uniti. La mappa è stata pubblicata sulla rivista eLife e l'elemento caratterizzante è stata la valutazione del contagio animale-uovo, laddove le previsioni si sono sempre concentrate sulla trasmissione uomo-uomo.

La mappa risultante amplia la zona sensibile. I dati aggiornati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità parlano di circa 2.100 decessi causati dall'ebola e di 4.000 infettati tra Guinea, Sierra Leone, Liberia, Nigeria e Senegal. Secondo le previsioni dell'organizzazione ci vorranno mesi prima che l'epidemia possa essere arrestata ed i contagi del frattempo potrebbero salire a 20.000. Da tempo, ormai, quella in corso è stata descritta come la più grande epidemia di ebola mai registrata, ma l'estensione potrebbe essere ancora maggiore. Come ha ricordato Nick Golding, ricercatore dell'Università di Oxford che ha lavorato nel team di mappatura internazionale, l'Onu pensa l'attuale epidemia sia arrivata all'uomo nel momento in cui una donna incinta ha mangiato un animale selvatico macellato e offerto dal marito.

L'attenzione verso i focolai di animali infetti, pertanto, dovrebbe essere maggiore, nonostante la trasmissione all'uomo non sia facile e la presenza del virus tra gli animali sia comunque limitata. L'evento zoonotico, ossia di contagio di una malattia all'uomo da altre specie animali, caratterizza grandi epidemie come l'Hiv e l'H1N1. L'utilità della mappa, dunque, è quella di voler fornire uno strumento utile a chi lotta sulla frontiera della profilassi.