14 Settembre 2016
10:19

La Luna è un frammento di Terra

Uno studio pubblicato da Nature si sofferma sulla dinamica dell’impatto cosmico ritenuto responsabile dell’origine della Luna.
A cura di Nadia Vitali

Che sia stata un'apocalisse cosmica a dare origine alla Luna è una teoria ormai largamente nota e condivisa; quali siano state le dinamiche grazie alle quali dalla nostra Terra si staccò un frammento destinato a diventare il nostro satellite lo chiarisce uno studio curato da due ricercatori del Department of Earth and Planetary Sciences presso la Harvard University, pubblicato in questi giorni da Nature, che propone un modello più preciso di quell'impatto che originò la Luna.

Modelli di impatto lunare

Sappiamo che, all'incirca 4 miliardi e mezzo di anni fa, un corpo celeste dalle dimensioni analoghe a quelle del Pianeta Marte, chiamato Theia, entrò in rotta di collisione con la Terra: da questo evento si sarebbe formata la Luna. Già, ma come? Esistono, tra gli scienziati, diverse correnti di pensiero relative a questo impatto: alcuni modelli, infatti, sostenevano l'ipotesi di un impatto che avrebbe proiettato nello spazio una certa quantità di magma fuso, altri più recenti prevedevano uno scontro a bassa energia in seguito al quale Terra e proto-luna sarebbero state avvolte da un'atmosfera composta come una sorta di nube di silicati, altri ancora un urto talmente violento da essere in grado di vaporizzare parte del mantello terrestre e dell'oggetto Theia, portando così al mescolamento dei materiali in un'area dalle dimensioni pari a 500 volte quelle della Terra attuale; il successivo raffreddamento di questa densa atmosfera sarebbe stata all'origine della formazione lunare.

Un impatto ad alta energia

Lo studio di Kun Wang e Stein B. Jacobsen dà ragione proprio a quest'ultima ipotesi, basandosi sui dati acquisiti tramite le analisi sugli isotopi di potassio condotte su otto campioni di rocce terrestri e sette campioni di rocce lunari (queste ultime portate sul nostro Pianeta dalle missioni Apollo): grazie ad una nuova tecnica, è stato possibile ottenere una precisione superiore di 10 volte rispetto ai metodi precedenti. Si è così osservata una particolare concentrazione di potassio-41, l'isotopo stabile più pesante del potassio, più elevata nelle rocce lunari rispetto a quelle terrestri. Tale concentrazione è spiegabile come una condensazione incompleta del potassio in fase di vaporizzazione, processo che sarebbe avvenuto ad elevate pressioni e temperature. Quindi, il materiale proveniente dal mantello terrestre sarebbe andato a formare la Luna in uno scenario in cui lo scontro fu particolarmente potente e ad altissimi livelli di energia.

Niente fusione di materiali, quindi, ma neanche un "impatto soft", bensì un vero e proprio cataclisma violentissimo che spazzò verso lo spazio il mantello della proto-Terra. Per dare un'idea più comprensibile, gli scienziati paragonano lo scontro ad un martello che, colpendo un'anguria, ne polverizza il materiale disperdendone i frammenti nell'area circostante; più chiaro di così.

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