Image credit NASA/JPL–Caltech
in foto: Image credit NASA/JPL–Caltech

Diverse sono le teorie sorte per dare una spiegazione alla formazione del nostro bel satellite ma, decisamente, negli ultimi anni ha ricevuto sempre maggiore credito una tra tutte: quella dell’apocalisse cosmica. Un bell’”incidente” nell’universo che portò un oggetto celeste delle dimensioni analoghe a quelle di Marte a schiantarsi contro il nostro Pianeta. Un impatto che fece schizzare via un bel po’ di materiale che andò a finire nell'orbita circumterrestre: il tutto si sarebbe infine aggregato con quella caratteristica forma “di limone” che, secondo uno studio recente, sarebbe il frutto delle forze esercitate dalla Terra. Adesso tre nuove ricerche pubblicate da Nature entrano nel dettaglio di questo evento, chiarendone alcuni aspetti fondamentali.

Terra e Luna sono sorelle

Questo modello ha da sempre suscitato delle perplessità: le analisi sui campioni prelevati nel corso delle missioni del passato dal suolo lunare, infatti, mostrano come la composizione chimica del nostro satellite sia molto simile a quella del mantello terrestre. Il dubbio sorgeva dal fatto che non era stato possibile riscontrare tracce dei materiali che avrebbero composto l’eventuale “corpo estraneo”. Tale corpo estraneo, che gli astronomi sono soliti chiamare Theia (in onore della madre di Selene, la Luna) avrebbe dovuto presentarsi estremamente simile alla Terra dal punto di vista della composizione. Possibile?

Secondo quanto dimostrato da Alessandra Mastrobuono-Battisti dell’Israel Institute of Technology presso Haifa decisamente probabile. Le simulazioni elaborati con i colleghi per indagare nei modelli di formazione del Sistema Solare hanno infatti dimostrato come pianeti simili tendano ad impattare tra di essi: i ricercatori hanno stimato che nel 20-40% dei casi di collisioni cosmiche i due corpi celesti in questione erano sufficientemente simili da spisgare adeguatamente le caratteristiche della composizione lunare senza lasciare aperta la strada a troppi dubbi.

La distanza analoga dal Sole avrebbe contribuito a rendere simili i due corpi celesti, formatisi nel medesimo tipo di materiale proto-planetario orbitante. «La Terra e la Luna non sono gemelli nati dallo stesso Pianeta, ma sorelle nel senso che sono cresciute nello stesso ambiente» ha brillantemente sintetizzato l'astrofisico Hagai Perets, coautore del lavoro.

Rappresentazione artistica dell'impatto che causò la nascita della Luna (Credit: NASA/GSFC)
in foto: Rappresentazione artistica dell'impatto che causò la nascita della Luna (Credit: NASA/GSFC)

Tracce di collisione

Due ulteriori studi, guidati rispettivamente da Thomas Kruijer della Westfälische Wilhelms-Universität di Münster e da Mathieu Toubol dell'università del Maryland, si sono invece soffermati sulle differenti percentuali di un isotopo del tungsteno (182) rilevando come proprio queste sarebbero assolutamente spiegabili sulla base del diverso materiale che venne accumulato da Terra e Luna nella fase successiva all'impatto. La traccia di un accrescimento che sarebbe seguito ad una fondamentale collisione con Theia.