Credit: NASA/JPL–Caltech/T. Pyle
in foto: Credit: NASA/JPL–Caltech/T. Pyle

Nello spazio profondo è stata scoperta una coppia di stelle la cui luminosità varia misteriosamente, senza elementi di periodicità. Il fenomeno, infatti, si manifesta a intervalli irregolari e dunque appaiono del tutto casuali. Questo dettaglio suggerisce che le variazioni di luminosità del sistema binario, il cui nome tecnico è EPIC 249706694 (HD 139139), non siano prodotte da pianeti in orbita attorno agli astri, ma da altri oggetti. Ciò nonostante tutte le ipotesi dei ricercatori testate con un modello matematico falliscono, di conseguenza al momento si tratta di un fenomeno apparentemente inspiegabile dal punto di vista astrofisico. Torna così in auge anche l'affascinante teoria delle “megastrutture aliene”, ipotetiche e gigantesche costruzioni artificiali che civiltà extraterrestri potrebbero costruire attorno alle stelle per ottenere energia.

La scoperta. La stella è stata scoperta durante l'elaborazione dei dati raccolti dal Telescopio Spaziale Kepler – andato in “pensione” nell'ottobre del 2018 – nella Campagna K2 15. L'ex cacciatore di pianeti della NASA, oggi sostituito da TESS, scandagliava il cielo andando proprio a intercettare le variazioni di luminosità delle stelle, consentendo agli scienziati di capire se fossero o meno provocate da pianeti extrasolari in orbita (la famosa “tecnica del transito”). Un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'autorevole Dipartimento di Fisica del MIT (Massachusetts Institute of Technology) e del Kavli Institute for Astrophysics and Space Research, in 87 giorni di analisi ha osservato 28 differenti variazioni di luminosità nel sistema binario EPIC 249706694, che è sito a 350 anni luce dalla Terra. Come indicato, i fenomeni mancano degli elementi di periodicità (fatta eccezione per due passaggi) che indicherebbero il transito regolare di uno o più pianeti.

Le ipotesi. Gli scienziati coordinati dal professor S. Rappaport hanno osservato una curva di luce così peculiare che al massimo 4 dei 28 eventi registrati potrebbero essere inseriti in un contesto periodico, dunque da cosa dipendono queste variazioni di luminosità? Rappaport e colleghi hanno testato con un modello matematico varie ipotesi, come nubi di polveri, asteroidi, pianeti distrutti, frammenti del disco di accrescimento delle stelle e anche comete, ma nulla di ciò riesce a spiegare coerentemente la variabilità delle stelle. Secondo gli autori dello studio potrebbe trattarsi di un fenomeno interno al sistema binario stesso, ma si tratta di un'ipotesi tutta da verificare. L'obiettivo del loro articolo, del resto, è quello di stimolare la comunità scientifica a indagare sul fenomeno, magari con strumenti più sofisticati. Per quanto concerne la Stella Tabby, l'astro più famoso caratterizzato da variazioni di luminosità, gli scienziati della NASA scoprirono che il fenomeno era dovuto a grandi nubi di polvere, e non dalle famigerate megastrutture aliene. Per EPIC 249706694 gli oggetti responsabili dovrebbero avere dimensioni comprese tra quelle della Terra e quelle di Giove a seconda della stella interessata, ma non si esclude una nube di oggetti più piccoli. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica specializzata