A causa di una recente revisione del Codice Forestale brasiliano la Foresta Amazzonica potrebbe perdere fino a 15 milioni di ettari, trasformati legalmente in terreni agricoli o altro. A lanciare l'allarme un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Luiz de Queiroz College of Agriculture dell'Università di San Paolo (ESALQ-USP), che hanno collaborato con i colleghi svedesi dell'Istituto Reale di Tecnologia di Stoccolma KTH e dell'Università della Tecnologia Chalmers di Göteborg.

Gli scienziati, coordinati dal professor Flavio Freitas, docente presso il Dipartimento per lo sviluppo sostenibile del KTH, hanno puntato il dito contro una modifica dell'articolo 12, paragrafo 5 del Codice Forestale brasiliano, in base al quale i proprietari terrieri potranno dedicare una percentuale molto maggiore dei propri possedimenti a uso agricolo o altro. In precedenza erano obbligati a mantenere l'80 percento delle proprie terre allo stato naturale, cioè a non modificare la foresta originaria; con la modifica al codice potranno ridurre la percentuale al 50 percento, ma solo in quegli Stati in cui risulta protetto il 65 percento del territorio pubblico (ad esempio con riserve per indigeni, parchi naturali e simili).

La ridotta protezione delle terre non significa automaticamente che si trasformeranno in territori agricoli, tuttavia Freitas e colleghi, preoccupati dalle politiche meno attente all'ambiente del nuovo governo Bolsonaro, sottolineano che questa legge potrebbe portare a una drammatica perdita della preziosa foresta pluviale tropicale in Amazzonia. La stima della deforestazione andrebbe da 7 a 15 milioni milioni di ettari, che gli scienziati hanno calcolato sfruttando un database georeferenziato dell'intero Brasile e contenente set di dati che abbracciano proprietà terriere e rurali, riserve indigene, terreni militari e altro ancora.

“La perdita di queste aree in agricoltura potrebbe vanificare lo sforzo di regolarizzare le riserve legali in Brasile e provocare enormi perdite di biodiversità, compromettere i servizi ecosistemici di grande valore per la società, come l'approvvigionamento idrico, e aumentare le emissioni di gas serra”, ha dichiarato con preoccupazione il professor Gerd Sparovek, docente presso l'ESALQ-USP e coautore dello studio. Si tratta di una stima drammatica che si aggiunge ai risultati "choc" di una precedente ricerca, in base alla quale soltanto tra agosto 2017 e luglio 2018 la Foresta Amazzonica ha perso 8mila chilometri quadrati di territorio, pari a cinque volte la superficie di Roma. I dettagli sulla nuova indagine sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Sustainability.