Jair Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile, preoccupa molto gli scienziati, sono infatti molte le probabilità che quest'uomo possa rappresentare una vera minaccia per la sopravvivenza della foresta Amazzonica. Le dichiarazioni del neo presidente degli ultimi anni non fanno certo intendere mire ambientaliste, anzi. Insomma, a completare il quadro di Bolsonaro, composto dall'omofobia, il sessismo, il razzismo, la misoginia, la difesa delle torture e della violenza, ci sarebbe anche la minaccia all'ambiente, che già attualmente non se la passa benissimo.

Amazzonia a rischio. Dobbiamo considerare che Bolsonaro, il qualità di presidente del Brasile, controlla circa due terzi dell'Amazzonia, la foresta tropicale più grande del mondo e considerata il nostro polmone verde, già minacciato dalle pesanti deforestazioni e senza la quale rischiamo di ‘soffocare' sotto i gas serra. L'uomo in passato ha dichiarato che le aree protette sono troppe e questo ostacola lo sviluppo del paese, è chiara dunque la sua intenzione di intervenire sul territorio.

Pronto a combattere gli ambientalisti. Bolsonaro, ribattezzato anche ‘Il Trump dei Tropici' (che non suona benissimo), ha fatto sapere di essere pronto a contrastare Greenpeace e il WWF, e di voler rimuovere la protezione alle terre delle popolazioni indigene e potrebbe addirittura riaprire la possibilità di costruire una autostrada che attraversa alcune delle aree più protette dell'Amazzonia.

Accordo di Parigi e riscaldamento globale. Bolsonaro ha fatto sapere di voler restare negli accordi di Parigi e cioè di voler agire per evitare l'innalzamento delle temperature oltre i 2 gradi, ma non è chiaro come visto che la deforestazione dell'Amazzonia di certo non potrà aiutare a mantenere gli effetti del riscaldamento globale. Insomma, ad oggi non sappiamo esattamente quanto Bolsonaro potrà essere pericoloso per l'ambiente e per la foresta Amazzonica, ma le sue posizioni non fanno sperare nulla di buono.