vegani

Il Tribunale dei minori di Milano ha assegnato la patria potestà di un bambino cardiopatico ad un pediatra di turno presso il Policlinico di San Donato, all’Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) – questo perché il bimbo versava in condizioni che si ritiene trascendano dalla cardiopatia: un difetto interventricolare congenito per il quale è stato operato con successo. Era denutrito. A un anno di età pesava come se avesse avuto appena tre mesi. Anche i valori del sangue non erano incoraggianti. Sono stati proprio i risultati delle analisi del bimbo, di padre indiano e madre italiana – eseguite al Fatebenefratelli – a costare una convocazione dei genitori, nel tentativo di instaurare un dialogo che secondo i medici sarebbe miseramente fallito. E’ scattata così la segnalazione al Tribunale dei minori, attivando il ricovero mediante ufficiale giudiziario.

Sotto accusa finisce la dieta vegana. Avevamo già trattato di diete "fai da te" e di come possano essere dannose.  Esistono anche patologie come l’ortoressia nervosa che vengono facilmente mascherate da scelte salutiste o digiuni terapeutici. Non è passato molto tempo dal caso di una bimba ricoverata per malnutrizione, sempre perché sottoposta dai genitori a dieta vegana. Purtroppo le idee non modificano la biologia, la quale evidentemente non è aggiornata riguardo a certi siti salutisti. Già per gli adulti una dieta vegana senza assumere integratori può essere difficile da sostenere, figuriamoci per una persona che ancora non ha raggiunto la pubertà, addirittura nemmeno lo svezzamento. Nei bambini lo sviluppo impone anche il continuo aggiornamento degli integratori alimentari necessari, spesso assunti senza che ve ne sia una reale utilità.

Scegliere una dieta vegana consapevolmente – sotto la consulenza di nutrizionisti e dietologi – oltre ad essere cosa nobile non comporta alcun rischio. Si tratta comunque di un ragionamento molto relativo: siamo sicuri che tutti potrebbero scegliere una dieta vegana? Come spiega il biologo nutrizionista Giuliano Parpaglioni, non è così semplice, l’autore ben lungi da avere posizioni preconcette è anche socio della Società scientifica di nutrizione vegetariana.

La dieta vegana è un approccio alimentare che fa a meno di tutti i prodotti di origine animale, quindi non ci si ciba di carne, pesce, uova, latte, formaggi, miele (a differenza delle dieta vegetariana che accetta i derivati animali). L'apporto proteico è garantito dalla varietà della dieta: cereali e legumi insieme danno un'abbondanza e una varietà di aminoacidi sufficiente per una buona salute, prodotti derivati da essi (tofu, tempeh, latte di soia…), i cereali integrali e gli pseudocereali (quinoa, amaranto, grano saraceno) facilitano le cose; i carboidrati non sono un problema essendo l'amido un componente preponderante del mondo vegetale; i grassi, anche essenziali, derivano da oli e frutta secca (in minor misura legumi); i minerali sono abbondanti nei prodotti integrali e nelle verdure; le vitamine sono frequenti, solo va integrata la B12.

Esiste una Rete di seri professionisti che si occupano di dare consulenza ai genitori che vogliono educare i propri figli ad una alimentazione vegana. Tutte le famiglie si rivolgono ad un pediatra per accertarsi della salute dei propri figli, le donne gravide consultano il ginecologo; per quale motivo allora non si dovrebbe consultare un dietologo quando si prendono scelte importanti come quelle alimentari?

Neonati e diete alternative. Accettare che i bambini prima dello svezzamento non possano essere nutriti con latte di soia è certamente una macchia nell’ideale di purezza dei più fanatici. Si può arrivare così a casi estremi in cui si lascia morire il proprio figlio di inedia.

Dopo lo svezzamento, come spiega anche l’American dietetic association, una corretta pianificazione alimentare di impianto vegetariano o vegano, non è affatto nociva, anzi la si ritiene salutare nonché preventiva per il trattamento di alcune patologie.  Non ci stancheremo mai di ripeterlo: è la dose che fa il veleno, anche quando inteso allegoricamente come denutrizione.