Benché l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2 – chiamata COVID-19 – sia legata a un patogeno respiratorio, è ormai chiaro che essa possa colpire praticamente ogni organo, tessuto e sistema del nostro corpo, ad esempio a causa di pericolosi coaguli di sangue o dell'infiammazione diffusa. Nebbia mentale, delirio, perdita di capelli, sindrome del COVID lungo, peggioramento dell'acufene e problemi dermatologici sono solo alcune delle manifestazioni rilevate dai medici nei pazienti contagiati in tutto il mondo. Ora sembra essere emerso un nuovo, preoccupante disturbo: la perdita di denti, che cadrebbero come foglie dagli alberi senza provocare alcun dolore e sanguinamento. Semplicemente, diventano instabili e in breve tempo si staccano.

Ad oggi non ci sono studi scientifici che associano la COVID-19 alla caduta dei denti, tuttavia diversi pazienti hanno iniziato a fare segnalazioni di questo tipo ai propri medici, come sottolineato in un articolo pubblicato sul New York Times. Tra le esperienze riportate vi è quella della signora Farah Khemili, contagiata dal patogeno in primavera, durante la prima, catastrofica ondata di infezioni. La donna ha raccontato di aver perduto un dente all'inizio di questo mese, senza appunto perdere sangue né sentire dolore. Dopo essersi iscritta a un gruppo di supporto per pazienti con sindrome da COVID lungo (o Long COVID), condizione persistente che si manifesta con fatica cronica, dolori muscolari e ai nervi sebbene si sia guariti dall'infezione, ha scoperto che altri pazienti avevano sperimentato la caduta dei denti. In alcuni casi i denti si ingrigivano e scheggiavano prima di cadere, e spesso erano accompagnati da gengive sensibili e irritabili.

La donna aveva problemi di base alla dentatura a causa del vizio del fumo, e diversi medici, come il parodontologo David Okano dell'Università dello Utah, pensano che sia improbabile che la sola infezione da coronavirus possa causare sintomi dentali di questo genere. Ma è noto che infezioni virali acute possano esacerbare condizioni sottostanti, e dunque determinare anche una potenziale caduta dei denti. Un recente studio dei CDC americani ha dimostrato che circa la metà delle persone dai 30 anni in su ha almeno una malattia parodontale, pertanto non c'è da stupirsi che alcuni pazienti di COVID-19 possano aver presentato sintomi dentali. “Stiamo iniziando ora ad analizzare alcuni dei sintomi sconcertanti e talvolta invalidanti che i pazienti soffrono mesi dopo essersi ripresi da Covid”, ha dichiarato al New York Times il professor William W. Li, medico e presidente dell'organizzazione Angiogenesis Foundation che studia malattie dei vasi sanguigni. Fra le condizioni allo studio ci sono anche quelle relative ai problemi dentali.

Come specificato dallo scienziato, il virus si lega attraverso la proteina S o Spike al recettore ACE-2 delle cellule umane, che si trova distribuito in molte parti del corpo – in particolar modo nelle cellule polmonari e intestinali – ed è presente anche nelle cellule endoteliali della bocca. È possibile che il virus attacchi i vasi sanguigni del tessuto gengivale e quelli che mantengono in vita i denti, e questo, secondo il dottor Li, potrebbe spiegare l'assenza di dolore sperimentata dai pazienti prima della caduta. Ma si tratta solo di supposizioni che andranno confermate da approfonditi studi scientifici ad hoc. Un'altra possibile causa della caduta dei denti potrebbe essere la famigerata “tempesta di citochine”, una delle complicazioni più severe – potenzialmente fatali – della COVID-19. “La malattia gengivale è molto sensibile alle reazioni iperinfiammatorie, e chi sperimenta la sindrome da COVID lungo rientra sicuramente in questa categoria”, ha dichiarato al NYT il dottor Michael Scherer, un odontotecnico californiano. Non tutti i dentisti sono concordi sul legame tra COVID-19 e problemi dentali, e serviranno indagini a lungo termine per averne la certezza.